
Per i sanitari «essere guariti dal Covid non è una circostanza idonea a legittimare la revoca della sospensione» dal lavoro. È quanto viene ribadito dal ministero della Salute rispondendo a una richiesta di chiarimenti da parte della Federazione degli Ordini dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che a sua volta ha inviato una circolare ai presidenti degli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ai presidenti delle commissioni degli iscritti agli albi dei medici, ai presidenti delle commissioni degli iscritti agli albi degli odontoiatri e loro sedi. In base alla normativa vigente, infatti, serve la comunicazione del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo.
Al momento sono quasi 22 mila i medici non immunizzati; due mesi fa erano 40 mila in più. La Fnomceo si è rivolta al ministero perché in merito ai dati dei sanitari vaccinati/non vaccinati come rilevati dalla Piattaforma nazionale-DGC nelle giornate del 7 e del 14 febbraio inviati dalla Fnomceo agli Ordini territoriali, sono state evidenziate criticità relative ai professionisti guariti da Covid-19. L'ufficio di Gabinetto del ministero, si legge nella circolare Fnomceo, raccomanda quindi «di non procedere alle revoche delle sospensioni» sulla base di quei file fino a che «la Piattaforma non sia adeguata alla normativa di riferimento».
L'Ufficio di Gabinetto del ministero, inoltre, chiarisce che l'Ordine deve accertare lo stato di avvenuta vaccinazione del professionista. Da qui la conferma della disposizione stabilita nell'art.4, comma 5 del decreto-legge n.44/2021 in base alla quale la sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell'interessato all'Ordine della vaccinazione avvenuta.