Professione medica
17/06/2021

Big Data, la chiave è la condivisione. Un webinar Edra fa il punto

Le informazioni sulla salute dei cittadini di tutto il mondo contengono dati che incrociati potrebbero rivoluzionare le terapie e l'accesso ad esse. Ma a condizione di condividerli e di non creare barriere a particolari categorie di utenti, ad esempio gli anziani, svantaggiati nell'uso dei dispositivi elettronici. Edra ed Accademia del Paziente Esperto Eupati provano a fare luce sulle tappe che ci potrebbero portare a una conquista epocale in un seminario su "sorgenti ed applicazioni pratiche" co-promosso con l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia nell'ambito del network Bigdata4Health, progetto di public engagement per diffondere conoscenza sulla rivoluzione tecnologica in atto.

«Le promesse dei Big Data non si mantengono se questi dati restano là dove sono prodotti: servizi sanitari, mondo accademico, ospedali. Servono condivisione, collaborazione e modalità d'accesso condivise ai dati. Ovviamente si parla di un accesso protetto, ma senza lo scambio il dato non ha valore aggiunto», spiega Christian Racca, Senior Engineer and Program Manager del consorzio Topix, Autore del Libro "Creare valore con i big data: Gli strumenti, i processi, le applicazioni pratiche", edito da Lswr. «L'accelerazione tecnologica cui abbiamo assistito durante la pandemia si deve all'aver compreso che attrezzarsi all'uso dei big data è l'unico modo per leggere la complessità dei problemi». Per Racca, spesso dietro l'impossibilità di condividere dei dati non ci sono volontà negative, «semplicemente i dati in questione non sono stati pensati per essere condivisi e quando ce ne si accorge il processo di gestione non può cambiare in corsa, è dall'inizio che si deve pensare a costruire una filiera del dato». Lo sta facendo per la cronaca Topix in una sperimentazione in una piccola valle piemontese, dove l'importante più del contenuto delle informazioni è come le istituzioni (Regione, Area metropolitana, Asl, Rsa) si ripartiscono le competenze trovando qualche inevitabile inciampo normativo.
In Italia un importante terreno di sperimentazione della condivisione dati in sanità è la diabetologia. «Dal 2004 lavoriamo ad un progetto in cui per misurare la qualità della vita degli assistiti condividiamo la medesima cartella clinica digitale», ricorda Paolo Di Bartolo, presidente Associazione medici diabetologi. «Oggi disponiamo di un database alimentato da 2376 sorgenti con dati su 500mila persone, milioni di informazioni con cui partecipiamo a progetti di ricerca e sulla qualità della vita del paziente. Sempre in diabetologia, l'uso di apparecchiature digitali ci consente di avere 288 dati di diverso tipo al giorno, molto di più delle 4 classiche misurazioni della glicemia utilizzate in passato, in un mondo che va verso la sensoristica e i sistemi integrati siamo pronti a fare la nostra parte». Un domani la dose di insulina potrebbe essere "su misura" e non quella standard dei foglietti illustrativi, ma serve una presa di coscienza di tutti i pazienti, quella secondo cui il dispositivo anziché medicalizzare la qualità della vita, il medico lo allontana, rendendo magari più governabili i livelli di glucosio o di emoglobina glicata del paziente monitorato. Il tema è sottolineato da Silvano Berioli, vicepresidente Accademia del Paziente Esperto Eupati Italia che da alcuni anni promuove veri e propri corsi di corretta formazione-informazione sui temi della tecnologia e della farmacologia per cittadini "comuni", a partire dai vertici delle associazioni dei pazienti.

Sia per Berioli e Racca sia per Luca Pani ex dg dell'Agenzia del farmaco - oggi ordinario di Farmacologia ad Unimore, artefice del progetto BigData4Health ed ordinario in Psichiatria presso l'Università di Miami - la compartecipazione del cittadino alla gestione del dato è fondamentale. Ma il cittadino-paziente va inteso forse diversamente da quello su cui è costruito il General Data Protection Regulation dell'Unione europea: «È vero che è il paziente il proprietario dei dati che vengono scambiati sulla sua salute, ma non bisogna immaginare un paziente geloso dei propri dati», dice Pani. «I malati arruolati nei trial clinici, oltre ad essere consapevoli di poter essere assegnati ad un braccio più svantaggiato e di poter ricevere il placebo rispetto a una terapia in grado di rivelarsi determinante, sono "generosi" nel mettere a disposizione della ricerca i propri dati, sanno che è la condivisione ad aprire le porte alle terapie». Racca avverte: «Si deve evitare che l'opportunità di fare intelligence sui dati di una popolazione diventi elemento di esclusione sociale»; il tema è quello, sollevato da Di Bartolo, della popolazione over 65 in parte molto poco avvezza al mezzo informatico, il 65% degli assistiti. I dati del futuro devono essere anche facili da raccogliere, con sensori utilizzabili passivamente, e produrre metadati leggibili da più dispositivi in un ambiente protetto e legalmente ben normato. Figure emergenti di supporto al clinico come il "data steward" possono fare la differenza. In un tempo che forse non immaginiamo quanto possa essere breve, vista l'evoluzione esponenziale dei dispositivi connessi in rete, ricordata da Pani e dal moderatore Ludovico Baldessin, Chief Content Officer Edra.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui
nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra Newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
SNAMI segnala criticità operative del Profilo sanitario sintetico nel FSE 2.0: tempi di compilazione fino a 30 minuti per assistito e rischio di aumento del carico burocratico
Aifa abroga le Note 11 e 84: antivirali prescrivibili senza limiti e calcio folinato in fascia C. Smi segnala criticità nei sistemi per la dematerializzazione delle ricette
Nel 2024 il costo medio dei sinistri sanitari è 38.341 euro. IVASS rileva differenze tra pubblico, privato e professionisti e tempi di liquidazione lunghi
Rinnovi contrattuali, carenza di personale e Long Covid riportano al centro il tema degli infermieri, con richieste di tutele e riconoscimento della sindrome

Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

I più letti della settimana
ANNUNCI
Offro lavoro | Tutta Italia
La Clinica San Carlo di Arona cerca specialista in radiologia per attività ecografica in forte espansione

EVENTI
Al via la 2° edizione Milan Longevity Summit, un laboratorio urbano per una vita più lunga e in salute
Edra S.p.A sarà media partner della seconda edizione del Milan Longevity Summit che si svolgerà a Milano dal 21 al...

AZIENDE
Eurosets presenta Landing Advance
Immagine in evidenza Eurosets presenta Landing Advance, un sistema completo e intuitivo che apre nuove frontiere nel campo del monitoraggio multiparametrico in cardiochirurgia...

Libreria
Il manuale è stato scritto per colmare una...
La radiologia senologica incarna un ramo dell'imaging di...
Negli ultimi anni, i progressi scientifici e clinici...
Questo manuale offre una panoramica aggiornata sul ruolo...
Questo testo vuole aiutare a comprendere la legge...
Corsi
Algoritmi di medicina di emergenza per le professioni sanitarie

Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...


L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...


Social media in medicina. Al via nuovo corso di formazione Fad

Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...


Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano

Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...