
Le terapie a domicilio anti-Covid "sono state e sono portate avanti grazie alla professionalità dei medici del territorio", medici che, "di fronte a una malattia sconosciuta e ancora senza cure specifiche, hanno ragionato in autonomia e indipendenza sui protocolli stabiliti da Aifa e Ministero, protocolli a loro volta basati su evidenze scientifiche e studi clinici in continuo aggiornamento e avanzamento. Protocolli che permettono, ad esempio, in casi definiti e appropriati, l'uso del cortisone o degli antibiotici per evitare sovrainfezioni batteriche".
Così in una nota il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, che si dice "amareggiato" dalle diatribe sui social e nei salotti televisivi "che vedono medici accusare altri medici di aver prescritto terapie tardive o sbagliate, o di aver omesso le cure". "No ai giudizi ex cathedra. Grazie ai medici per il loro impegno", dice Anelli. "Nessuno può ergersi a giudice, elargendo sentenze sommarie sull'operato di un medico o, ancor più grave, di un'intera categoria professionale. Se, poi, a farlo è un medico, questo comportamento va contro i dettami del Codice deontologico che, all'art.58, raccomanda di improntare i rapporti tra colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione e al rispetto reciproco" senza che questo, specifica Anelli, significhi "omertà". Da qui l'invito, anzi, dice Anelli, a "denunciare, quando si viene a conoscenza di comportamenti errati o dannosi ove i colleghi avessero segnalazioni ben precise e circostanziate da avanzare". Nello specifico delle cure a casa "abbiamo invece bisogno di sapere che non esistono
terapie miracolose che vengono tenute nascoste; e che i medici, negli ospedali e sul territorio, stanno operando nella maniera più appropriata e professionale, avendo come faro il bene dei loro pazienti". "Mi chiedo a chi o a cosa giovino certe polemiche sterili, se non, forse - conclude Anelli - a dissimulare e far passare in secondo piano problemi organizzativi e di sistema. Sono le organizzazioni che vanno migliorate, sono le reti assistenziali. I professionisti ci sono e stanno dando il massimo, anche ben oltre il loro dovere".