Politica e Sanità

ott22018

Legge Bilancio 2019, Gimbe: manca adeguata copertura finanziaria per sanità

«Anche se tutte le istanze di Regioni, professionisti sanitari, organizzazioni civiche e industria mirano a soddisfare inderogabili necessità per il Ssn, s'impone una dose di sano realismo perché al momento manca un'adeguata copertura finanziaria». A rilanciare l'allarme sulle risorse necessarie perla manovra di Bilancio 2019 e sul rischio che le legittime richieste degli stakeholder della sanità, restino disattese è il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che sottolinea come«nonostante l'ardita scelta del Governo di fissare il deficit al 2,4% del Pil, dall'entusiasmo dei due vice-premier non è "trasudata" alcuna liquidità aggiuntiva per la sanità, per la quale è stata esclusa solo l'ipotesi di nuovi tagli».

La Fondazione Gimbe prova a mettere ordine nelle cifre «a volte sovrastimate in maniera opportunistica dai singoli stakeholder, a volte divenute oggetto di strumentalizzazione politica». Il punto di partenza è il Fondo Sanitario Nazionale 2019 che rimane quello fissato dalla Legge di Bilancio 2017 così come rideterminato dal Decreto 5 giugno 2017, ovvero € 114,396 miliardi. In altri termini, sottolinea l'analisi Gimbe «l'attuale Governo al momento non ha previsto alcun aumento del fondo sanitario nazionale, visto che il miliardo di euro in più rispetto al 2018 era già stato definito dal precedente Esecutivo». Ma mettendo in fila tutte le priorità della legge di Bilancio 2019 per rinnovi contrattuali, sblocco del turnover, erogazione dei nuovi Lea, eliminazione superticket e borse di studio per specializzandi, il fondo sanitario nazionale richiederebbe complessivamente un aumento di 4 miliardi di euro, di cui al momento è confermato solo il miliardo assegnato dalla precedente legislatura. Il tutto, sottolinea Gimbe «escludendo i potenziali effetti del contenzioso sul pay-back, oltre che ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico che richiedono un piano pluriennale di investimenti che non possono gravare sul fondo sanitario, e stimando realisticamente in € 1.200 milioni l'impatto dei nuovi LEA per sbloccare i nomenclatori tariffari».

«Una simile disponibilità di risorse nel 2019» commenta il Presidente Gimbe «è assolutamente irrealistica nonostante l'impegno della Ministra Grillo a reperire altri fondi, la sua determinazione a non farsi "commissariare dal MEF" e la possibilità di recuperare ulteriori risorse dal disinvestimento da sprechi e inefficienze. Infatti, la sanità, al momento, non rappresenta affatto una priorità per Di Maio e Salvini. Per verificare se il rilancio del Ssn è realmente una priorità politica del Governo per il cambiamento» conclude Cartabellotta «due sono le cartine al tornasole: la Legge di Bilancio 2019 dovrà comunque destinare per il triennio 2019-2021 le risorse necessarie alle priorità sopra riportate e alla nota di aggiornamento del DEF 2018 (non ancora pervenuta!) spetta sancire l'inversione di tendenza del rapporto spesa sanitaria/PIL. Se così non fosse, il 23 dicembre invece di festeggiare il 40° compleanno del SSN, prepariamoci serenamente a intonarne il requiem».
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