Politica e Sanità

feb282022

Guerra Ucraina. Ossigeno in esaurimento, carenza di farmaci e Covid. L'emergenza sanitaria non si ferma

Ossigeno in esaurimento, carenza di farmaci e oltre 25mila casi di Covid al giorno. All'assedio dei carri armati, in Ucraina, si aggiunge una pericolosa emergenza sanitaria. «Durante la crisi in Ucraina la salute deve rimanere un pilastro prioritario della risposta umanitaria, con i sistemi sanitari e le strutture assistenziali che rimangono protetti, funzionali, sicuri e accessibili a tutti coloro che hanno bisogno di servizi medici essenziali», invocano il Dg Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e il direttore dell'ufficio regionale Oms Europa, Hans Henri P. Kluge. Almeno 102 civili ucraini sono stati uccisi da quando la Russia ha lanciato la sua invasione, 304 sono stati feriti, ha fatto sapere la responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet aprendo il Consiglio per i diritti umani a Ginevra. «La maggior parte di questi civili è stata uccisa da armi esplosive con un'ampia area di impatto, compresi i bombardamenti di artiglieria pesante e sistemi missilistici multilancio, e attacchi aerei. I numeri effettivi - teme - sono considerevolmente più alti». L'Italia si è da subito resa disponibile a fornire aiuto, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga dichiara: «Le Regioni sono pronte a fornire la massima collaborazione per l'accoglienza di donne e bambini provenienti dall'Ucraina e per la fornitura di farmaci e materiale sanitario. Mercoledì affronteremo il tema nella Conferenza delle Regioni per condividere le scelte, coordinare le azioni ed assicurare al Governo la massima collaborazione istituzionale». Anche i medici e i dirigenti dell'Anaao Assomed esprimono la propria solidarietà «il personale sanitario italiano, pur stremato dall'epidemia da Sars-CoV-2, è pronto a fornire assistenza umanitaria e medica ai profughi ucraini e ai feriti e invita il Governo italiano ad attivare tutti i canali possibili di accoglienza».

La preoccupazione principale, in questa fase, riguarda l'approvvigionamento dell'ossigeno «pericolosamente basso a causa della crisi», avvertono l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e di Oms Europa, che chiedono forniture mediche cruciali e spiegano di essere al lavoro con i partner per stabilire un «transito sicuro» delle spedizioni attraverso la Polonia. Anche gli operatori sanitari devono restare «protetti in modo che possano continuare a salvare vite umane». In questo contesto «le forniture mediche essenziali, compreso l'ossigeno salvavita, che sono fondamentali per i pazienti con una serie di condizioni, compreso le persone ricoverate con Covid-19 (che ora sono 1.700 negli ospedali del Paese) e quelle con altre malattie critiche (dai neonati agli anziani) derivanti da complicazioni della gravidanza, parto, malattie croniche, sepsi, lesioni e traumi», spiegano i due esponenti dell'agenzia Onu per la Salute. La situazione dell'approvvigionamento di ossigeno in Ucraina «si sta avvicinando a un punto molto pericoloso. I camion non sono in grado di trasportare le forniture dagli impianti agli ospedali di tutto il Paese, compresa la capitale Kiev. La maggior parte delle strutture sanitarie potrebbe esaurire le proprie riserve di ossigeno entro le prossime 24 ore. Alcune sono già esaurite. Questo mette a rischio migliaia di vite», avvertono i vertici Oms. Ad aggravare il rischio per i pazienti, il fatto che «servizi ospedalieri importanti sono messi a repentaglio dalla mancanza di elettricità ed energia e le ambulanze che trasportano i pazienti rischiano di rimanere intrappolate nel fuoco incrociato». L'Oms sta ora aiutando le autorità sanitarie a identificare i bisogni immediati di fornitura di ossigeno del Paese, ipotizzando un aumento dal 20% al 25% rispetto ai bisogni precedenti all'escalation della crisi la scorsa settimana. «Nonostante le sfide poste dalla situazione attuale, si sta lavorando per garantire una fornitura di dispositivi medici legati all'ossigeno e forniture per il trattamento dei traumi. Per raggiungere questo obiettivo - dichiarano Tedros e Kluge - l'Oms sta cercando attivamente soluzioni per aumentare le forniture che probabilmente includerebbero l'importazione di ossigeno dalle reti regionali. Queste forniture avrebbero bisogno di un transito sicuro, anche attraverso un corridoio logistico attraverso la Polonia».

E anche l'epidemia di coronavirus rialza la testa sul territorio ucraino. Secondo i dati dell'Oms Europa, l'Ucraina negli ultimi 7 giorni ha contato poco meno di 150mila contagi. L'incidenza media per 100mila abitanti era in calo del 29% nell'ultima settimana (e pari a quasi 341 casi/100mila); 1.558 i morti registrati sempre negli ultimi 7 giorni. Secondo i dati disponibili su Our World in Data, circa un terzo dei 44 milioni di abitanti dell'Ucraina è completamente vaccinato contro il coronavirus Sars-CoV-2, cioè 15,22 milioni di persone al 23 febbraio. Mentre secondo quanto riportano diversi media, nell'esercito del Paese la copertura vaccinale ha raggiunto il 99,3%. L'Ucraina non riconosce il vaccino russo Sputnik V, mentre la Russia non riconosce i vaccini di fabbricazione occidentale somministrati in Ucraina. C'è poi anche il rischio che con l'invasione russa si creino problemi anche sulla capacità di tracciamento del virus. «Sospetto che smetteremo di ricevere molti dati dall'Ucraina», ha detto esperto del Center for Health Security della Bloomberg School of Public Health - Johns Hopkins University, Eric S. Toner, anche perché «gli ospedali e i dipartimenti sanitari locali non avranno questa priorità». Ai feriti di guerra, i contagiati dal covid, si aggiungono i numerosi pazienti già ammalati per i quali la carenza di medicinali può essere letale. Il rischio che la mancanza di farmaci si aggravi è sempre più concreto, ma l'Oms si è attivata con urgenza: «Continueremo a fornire assistenza sanitaria e a sostenere le persone in tutta l'Ucraina colpite da questa crisi» e a questo scopo sono stati sbloccati 3,5 milioni di dollari di fondi urgenti per l'invio di materiale medico nel Paese, ha annunciato il direttore generale dell'Oms Tedros Ghebreyesus, dicendosi «profondamente preoccupato per la salute del popolo ucraino nell'escalation della crisi» e chiede «un accesso duraturo e sicuro per garantire l'assistenza umanitaria».

Anna Capasso
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