All’ International Liver Congress, svoltosi a Londra dal 9 al 14 aprile scorso l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso le sue prime linee guida per la cura dell’epatite C, un''infezione cronica che colpisce circa 140 milioni di persone con oltre 350.000 morti l''anno. «La pubblicazione coincide con la disponibilità...
Ritardi nell’approvazione dei nuovi farmaci, disparità di accesso alle cure e mancanza di un coordinamento centrale: sono le conclusioni dell''indagine...
Nel novembre 2011 Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta), struttura dell’Istituto Superiore di Sanità, cui è affidata la sorveglianza...
In un aggiornamento delle raccomandazioni del 2004 sulla diagnosi e il trattamento dell’infezione da virus dell’epatite C (Hcv) negli adulti asintomatici, l’Us Preventive Services Task Force (Uspstf) consiglia di sottoporre a screening almeno una volta nella vita gli adulti nati tra il 1945 e il 1965, in aggiunta alle persone ad alto rischio di infezione
Molti pazienti sono infetti dal virus dell’epatite C senza saperlo ed esistono cure in grado di debellare il virus nelle fasi precoci, scongiurando il rischio di cirrosi e tumore del fegato. Anche per questo è nata l’esigenza di un Piano nazionale contro le malattie epatiche
Negli Stati Uniti solo la metà dei pazienti che sono risultati infetti dal virus dell’epatite C (in base all’esito del test degli anticorpi anti-Hcv) effettua un adeguato esame di follow-up, più sofisticato, per verificare la presenza del virus e il persistere della necessità di un trattamento
Niente paura per gli individui con infezione cronica da virus dell’epatite C (Hcv) all’interno di una relazione eterosessuale monogama: la trasmissione per via sessuale da un partner infetto a uno sano è alquanto rara
Farmaci salvavita contro l’epatite C autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ma non disponibili per responsabilità delle regioni: la denuncia, molto grave, è stata lanciata da Cittadinanzattiva-Tdm ed Epac (associazione dei pazienti con epatite e malattie del fegato).
Un secondo trattamento con interferone, in pazienti affetti da epatite C o da patologie epatiche croniche che hanno avuto una ricaduta, o in cui il primo trattamento non ha funzionato, non sembra presentare benefici e potrebbe anzi aumentare il rischio di mortalità ed effetti collaterali
Chiedere al ministero della Salute e all''Aifa di motivare il ritardo nella commercializzazione in Italia di due farmaci innovativi (Telaprevir e Boceprevir) necessari per la cura di chi è affetto da epatite C e già autorizzati in altri paesi.
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L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...