Con circa un miliardo di persone colpite da obesità e 600 milioni da diabete di tipo 2 nel mondo, la cura delle malattie metaboliche si appresta a cambiare passo. Dal palco del congresso della European Association for the Study of Diabetes, Eli Lilly ha presentato le sue ultime innovazioni terapeutiche e ha lanciato una grande iniziativa per l'equità dell'accesso alle cure. Nonostante l'ampio dibattito attorno ai nuovi farmaci contro l'obesità, la copertura reale rimane minima: oggi meno del 3% di chi ne soffre riceve un trattamento medico. Ben quattro malati su cinque, inoltre, vivono nei Paesi a medio e basso reddito. Per colmare questo divario, il CEO di Eli Lilly, David A. Ricks, ha annunciato il programma globale "Change the Course". “Oggi circa un miliardo di persone soffre di obesità e delle sue conseguenze, ma stiamo curando solo il 2% o 3% di loro – ha dichiarato Ricks - Quattro persone su cinque vivono in Paesi in via di sviluppo: con il nostro nuovo impegno vogliamo garantire che l'accesso ai farmaci in questi contesti sia numericamente pari a quello del mondo sviluppato. Siamo solo all'inizio di questo percorso, ed è straordinario pensare a quanti infarti potremo prevenire e a come potremo prolungare la vita su scala globale”.
Per rispondere alle diverse esigenze dei pazienti, l'azienda sta sviluppando soluzioni diversificate: da orforglipron, una pillola orale più semplice da assumere e distribuire, a retatrutide (molecola che agisce contemporaneamente su tre recettori metabolici), fino all'innovativa combinazione con l'amilina, l'ormone che regola il senso di sazietà. A spiegare l'impatto clinico di queste molecole è Kenneth Custer, Presidente di Lilly Cardiometabolic Health: “L'obesità è una malattia complessa e ogni paziente ha bisogni differenti: c'è chi cerca una pillola rispetto all'iniezione e chi ha bisogno di un'azione più profonda. Con il nostro triplo agonista retatrutide, i pazienti con diabete e obesità hanno perso circa 22 chili in 80 settimane, pari al 20% del peso corporeo: è la prima volta che si raggiunge questo risultato in una popolazione così difficile da trattare. E con la combinazione con l'amilina siamo arrivati a un calo del peso del 23% in sole 48 settimane”.
Oltre a ridurre il peso e controllare la glicemia, le nuove terapie dimostrano un effetto protettivo diretto sul sistema cardiovascolare. Prevenendo complicanze gravi e ricoveri, si traducono anche in un risparmio economico per la sanità pubblica. Daniel Skovronsky, Chief Scientific and Product Officer, ne ha sintetizzato il valore preventivo: “La malattia metabolica è l'ultimo grande fattore di rischio rimasto per le patologie cardiache. Oggi sappiamo che le incretine rappresentano lo stato dell'arte nella prevenzione degli eventi cardiovascolari. Negli Stati Uniti abbiamo dimostrato che somministrare questi farmaci fa risparmiare risorse al sistema sanitario già dal secondo anno, grazie alla riduzione delle complicanze. Un'opzione orale come orforglipron, più economica e facile da distribuire, si ripagherà molto rapidamente per le strutture che decideranno di adottarla”.
Anna Capasso