Più spazio alle donne nei ruoli di responsabilità, un ruolo centrale per i medici di famiglia nelle Case della comunità e condizioni di lavoro più sostenibili. Sono alcune delle priorità indicate a Doctor33 da Niccolò Biancalani, eletto segretario nazionale della Fimmg durante l'85° Congresso nazionale del sindacato a Villasimius. A 44 anni, già segretario regionale della Fimmg Toscana, raccoglie il testimone da Silvestro Scotti, che assume la presidenza della Federazione, con l'obiettivo di rinnovare la medicina generale senza disperdere quanto costruito negli anni precedenti.
Case della comunità, medici di famiglia protagonisti. L'attuazione della riforma dell'assistenza territoriale è uno dei nodi centrali del mandato. Per il nuovo segretario, le Case della comunità devono inserirsi in una rete integrata con gli ambulatori dei medici di medicina generale, senza sostituirli né trasformarsi in sedi di guardia medica diurna. "Indietro non si torna. Le Case della comunità devono essere integrate in un sistema territoriale che vede i medici di medicina generale protagonisti. Devono essere uno dei nodi della rete, non possono essere sostitutive dei nostri ambulatori e soprattutto non possono diventare il luogo dove si fa guardia medica diurna. Questo lo respingiamo in maniera assoluta". La priorità, sottolinea Biancalani, è “garantire prestazioni di qualità e contenuti assistenziali, non limitarsi a coprire turni e ore di presenza”. Le Case della comunità dovranno quindi lavorare in connessione con gli studi medici, valorizzando la capillarità della medicina generale e le esperienze organizzative che già funzionano nei diversi territori.
Meno burocrazia e carichi di lavoro sostenibili. Rendere nuovamente attrattiva la professione, soprattutto per i giovani, richiede un cambiamento delle condizioni in cui operano i medici. "Non possiamo pensare di rendere attrattiva una professione con questi carichi di lavoro. Dobbiamo far emergere tutto quello che i medici di famiglia fanno quotidianamente, contrastando una rappresentazione spesso offensiva della nostra attività, ma contemporaneamente dobbiamo costruire ritmi di lavoro più normali e sostenibili", spiega. Tra le proposte c'è una maggiore flessibilità nell'organizzazione del lavoro, anche per consentire di conciliare l'attività professionale con la genitorialità e l'assistenza a familiari malati. Il ruolo unico della medicina generale, che Biancalani considera una prospettiva da mantenere, non dovrà diventare un vincolo rigido: servono margini di adattamento alle diverse fasi della vita personale e professionale. Per alleggerire il peso organizzativo, il nuovo segretario punta inoltre a rafforzare il lavoro in équipe, con personale amministrativo e infermieristico a supporto degli studi. L'obiettivo è restituire tempo alla relazione con il paziente e alla presa in carico, riducendo gli adempimenti burocratici.
Più donne nei ruoli di responsabilità. Tra i temi che Biancalani intende affrontare c'è anche la partecipazione femminile alla guida del sindacato, in una professione nella quale la presenza delle donne non si traduce ancora in una rappresentanza altrettanto ampia nei ruoli apicali. "La leadership non ha sesso. Dobbiamo far crescere le competenze e dare spazio a chi le possiede. Mi auguro che tra quattro anni, quando ci sarà una nuova elezione, la componente femminile sia molto più presente", afferma. L'obiettivo, precisa, “non è introdurre quote, ma valorizzare le professionalità e favorire una maggiore partecipazione delle donne nei luoghi decisionali”.
Contratto e risorse per il rilancio della medicina generale. La trattativa per il rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale 2025-2027 sarà uno dei primi passaggi del mandato. La concomitanza con la prossima legge di Bilancio rappresenta, secondo Biancalani, un'occasione da sfruttare per ottenere risorse destinate ai nuovi modelli organizzativi, al personale e agli strumenti diagnostici. Il riconoscimento economico e gli interventi sulla tassazione dei medici convenzionati sono parte della strategia per aumentare l'attrattività della professione.
Resta aperta anche la questione della formazione. Biancalani intende portare avanti il riconoscimento del percorso formativo in medicina generale come specializzazione universitaria, per garantire pari dignità professionale e offrire prospettive più solide alle nuove generazioni. Un obiettivo che si intreccia con la necessità di affrontare la carenza di medici e le difficoltà delle aree interne, dove il medico di famiglia rappresenta un presidio essenziale per la continuità dell'assistenza.
Anna Capasso