Elinzanetant, terapia orale non ormonale, ha mostrato una riduzione della frequenza e della severità dei sintomi vasomotori nelle pazienti con carcinoma mammario sottoposte a terapia endocrina adiuvante. Il beneficio è risultato presente indipendentemente dalla durata del trattamento antitumorale. È quanto emerge da un'analisi post hoc dello studio OASIS-4, presentata il 25 ottobre al Congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (ESMO), a Madrid.
L'analisi ha coinvolto 474 donne di età compresa tra 18 e 70 anni, con almeno 35 episodi settimanali di vampate di calore di intensità moderata o severa. Le partecipanti erano state suddivise in due gruppi: uno trattato con elinzanetant per 52 settimane e l'altro con placebo per le prime dodici settimane, seguito da elinzanetant per 40 settimane.
Lo studio OASIS-4 aveva già evidenziato una maggiore riduzione della frequenza e della severità dei sintomi vasomotori con elinzanetant rispetto al placebo, a partire dalla prima settimana di trattamento. La nuova analisi ha esaminato la coerenza dell'effetto in relazione al tempo trascorso dall'inizio della terapia endocrina.
«In questa analisi post hoc l'effetto benefico risulta presente indipendentemente dal periodo di tempo di somministrazione della terapia endocrina», spiega Matteo Lambertini, professore associato dell'Università di Genova, direttore dell'Oncologia medica dell'Ente ospedaliero Ospedali Galliera di Genova e coordinatore dello studio.
Elinzanetant agisce bloccando l'attività di alcuni recettori cerebrali coinvolti nella regolazione della temperatura corporea e del sonno. Secondo Lambertini, il trattamento può contribuire al controllo delle vampate di calore e delle sudorazioni diurne e notturne senza ricorrere alla somministrazione di ormoni.
La gestione di questi sintomi rappresenta un aspetto rilevante dell'assistenza alle donne con carcinoma mammario che ricevono una terapia endocrina. «C'è, infatti, un bisogno medico ancora insoddisfatto per le nostre pazienti che è proprio la gestione di sintomi frequenti, severi e molto simili a quelli sperimentati dalle donne durante la menopausa naturale», osserva Lambertini.
«Oltre il 70% di tutti i casi di carcinoma mammario esprime i recettori ormonali», sottolinea Nicla La Verde, membro della Giunta nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (AIOM). In Italia, secondo i dati richiamati dall'oncologa, si registrano 37.000 nuove diagnosi all'anno di carcinoma mammario con recettori ormonali positivi.
Molte pazienti operate ricevono una terapia endocrina adiuvante per ridurre il rischio di ricomparsa della malattia. Tra gli effetti indesiderati più frequenti figurano vampate di calore, sudorazioni diurne e notturne, disturbi del sonno e dolori osteoarticolari. Quando sono intensi o ricorrenti, questi sintomi possono compromettere la qualità di vita.
Lambertini e La Verde riferiscono inoltre che il trattamento con elinzanetant è risultato sicuro e non ha interferito con le altre terapie assunte dalle pazienti. I due oncologi richiamano l'importanza di ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti antitumorali e di migliorare la qualità di vita delle donne con carcinoma mammario.