Nel 2026 in Europa sono stimati circa 1.230.000 decessi per tumore, con una riduzione del 7,8% negli uomini e del 5,9% nelle donne rispetto al periodo 2020-2022. Il calo più consistente riguarda il carcinoma polmonare nella popolazione maschile, con una diminuzione del 22,5%. I dati sono stati presentati dall'Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), durante la conferenza stampa ufficiale al Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO), in apertura a Madrid.
Ogni anno in Europa si registrano 2,7 milioni di nuovi casi di cancro, pari a circa cinque diagnosi al minuto. Secondo i dati richiamati da AIOM, dal 1988 a oggi nell'Unione europea sono stati evitati circa 7,3 milioni di decessi oncologici grazie ai progressi della prevenzione e delle cure.
«Il calo dell'abitudine al fumo negli uomini è la causa della maggiore diminuzione della mortalità oncologica nella popolazione maschile ed è una tendenza presente anche in Italia», ha spiegato Massimo Di Maio, presidente AIOM.
L'evoluzione delle terapie ha modificato anche la composizione della spesa farmaceutica oncologica. In Europa, tra il 2014 e il 2023, la quota destinata alla chemioterapia è diminuita dal 22% al 6%, mentre sono aumentati gli investimenti nelle terapie mirate e nelle immunoterapie. Queste ultime rappresentano il 29% della spesa complessiva per farmaci oncologici.
«Questi cambiamenti riflettono il crescente impatto dell'oncologia di precisione, che permette di selezionare la cura adatta per il singolo paziente», ha affermato Giuseppe Curigliano, presidente eletto ESMO.
Anche il numero di nuove autorizzazioni europee è aumentato. Secondo i dati presentati al congresso, si è passati da una media di un nuovo farmaco oncologico all'anno nel periodo 1995-2000 a circa 14 all'anno tra il 2021 e il 2024.
La possibilità di individuare il trattamento più appropriato dipende anche dall'accesso ai test molecolari. «I test sui biomarcatori sono ormai un pilastro della medicina di precisione, perché permettono di identificare la terapia più indicata per ogni singolo paziente», ha sottolineato Rossana Berardi, presidente eletta AIOM.
Berardi ha richiamato il ruolo del sequenziamento di nuova generazione, che consente di analizzare simultaneamente numerose alterazioni molecolari, e dei Molecular Tumor Board, necessari per interpretare i risultati genomici e tradurli in decisioni cliniche.
I progressi nella sopravvivenza si accompagnano anche a una riduzione dei costi indiretti del cancro. In Europa, quelli legati soprattutto alla perdita di produttività sono diminuiti del 16% in circa 30 anni, passando da 97 miliardi di euro nel 1995 a 82 miliardi nel 2023.
Si stima inoltre che il 5% della popolazione europea abbia affrontato una diagnosi oncologica, per un totale di 23,7 milioni di persone.
In Italia vivono quattro milioni di persone dopo una diagnosi di cancro. Nel 2025 sono stati stimati circa 390.000 nuovi casi. Secondo i dati richiamati da AIOM, il 63% delle donne e il 54% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi e almeno un paziente su quattro ha raggiunto un'aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale.
Per AIOM, il miglioramento degli esiti oncologici richiede di proseguire gli investimenti nella ricerca, nei programmi di prevenzione e nell'accesso alle terapie innovative.