La combinazione di osimertinib e savolitinib ha ridotto del 32% il rischio relativo di morte rispetto alla chemioterapia a base di platino nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione EGFR e iperespressione o amplificazione di MET, dopo progressione a un precedente trattamento con osimertinib. I risultati dello studio di fase III SAFFRON sono stati presentati al Simposio presidenziale del congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (ESMO), a Madrid, e pubblicati contemporaneamente sul New England Journal of Medicine.
Lo studio ha confrontato l'associazione di osimertinib e savolitinib con la chemioterapia nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule EGFR-mutato che avevano sviluppato una progressione di malattia dopo osimertinib e presentavano livelli elevati di iperespressione o amplificazione di MET.
La sopravvivenza globale mediana è risultata di 17,8 mesi con la combinazione rispetto a 12,9 mesi con la chemioterapia, con una differenza di 4,9 mesi (HR 0,68; IC 95%: 0,50-0,91; p=0,010). A un anno, la percentuale stimata di pazienti ancora in vita era del 70% nel gruppo trattato con osimertinib e savolitinib, rispetto al 53% nel gruppo di controllo.
Il trattamento combinato ha raggiunto anche l'endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione, valutato mediante revisione centralizzata indipendente in cieco. La mediana è stata di 7,6 mesi rispetto a 5,4 mesi con la chemioterapia, corrispondente a una riduzione del 45% del rischio relativo di progressione o morte (HR 0,55; IC 95%: 0,42-0,72; p<0,001). A un anno, il 36% dei pazienti trattati con la combinazione risultava libero da progressione, rispetto al 10% nel gruppo di confronto.
Il beneficio sulla sopravvivenza libera da progressione è risultato coerente nei sottogruppi predefiniti, compresi quelli caratterizzati da iperespressione o amplificazione di MET. Le alterazioni di MET costituiscono uno dei meccanismi di resistenza acquisita al trattamento con osimertinib.
«La combinazione di osimertinib e savolitinib ha prolungato significativamente la sopravvivenza globale mediana di quasi cinque mesi in questo setting avanzato, stabilendo un nuovo punto di riferimento clinico e rafforzando la necessità di eseguire i test per le alterazioni di MET per orientare la cura dei pazienti», ha dichiarato Antonio Passaro, direttore della Divisione di Oncologia toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
La selezione dei pazienti rappresenta un elemento centrale nell'interpretazione dei risultati. Il beneficio osservato non riguarda indistintamente tutti i pazienti con carcinoma polmonare EGFR-mutato in progressione, ma la popolazione con le specifiche alterazioni di MET previste dallo studio.
Massimo Di Maio, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), ha sottolineato la necessità di una nuova caratterizzazione molecolare alla progressione della malattia, per verificare la presenza di alterazioni di MET e identificare i pazienti potenzialmente candidabili alla combinazione. Il risultato richiama quindi il ruolo della valutazione multidisciplinare e dei test molecolari anche nelle fasi successive alla diagnosi iniziale.
Silvia Novello, presidente di Women Against Lung Cancer in Europe, professoressa ordinaria di Oncologia medica all'Università di Torino e responsabile dell'Oncologia medica dell'AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, ha richiamato la rilevanza di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti con carcinoma polmonare avanzato. In Italia si stimano circa 45.000 nuovi casi di tumore del polmone ogni anno e la mutazione di EGFR è presente in circa il 10% dei carcinomi polmonari non a piccole cellule, secondo i dati riportati nel comunicato.
Lo studio SAFFRON documenta un beneficio di sopravvivenza globale e libera da progressione per una combinazione orale diretta contro EGFR e MET. I risultati riguardano tuttavia una popolazione selezionata in base alle caratteristiche molecolari del tumore e non costituiscono, di per sé, un'indicazione di disponibilità o rimborsabilità della combinazione in Italia per questo impiego.