Circa 60 laboratori di emodinamica italiani hanno già aderito a RESIL-Card, il progetto europeo dedicato a rafforzare la capacità dei sistemi sanitari di garantire la continuità delle cure cardiovascolari anche nelle situazioni di crisi. L'obiettivo della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) è coinvolgere complessivamente 110 centri, attraverso uno strumento gratuito di autovalutazione che consente di individuare le criticità organizzative, misurare la capacità di risposta alle emergenze e definire le priorità di miglioramento.
I progressi del progetto, sviluppato nell'arco di tre anni, sono stati presentati al 47° Congresso nazionale GISE, a Milano. Il confronto è proseguito con il meeting conclusivo europeo di RESIL-Card, in programma fino al 22 ottobre, al quale hanno partecipato i partner del consorzio e William Wijns, responsabile scientifico del progetto.
«RESIL-Card è uno strumento europeo di autovalutazione che consente ai centri di analizzare la propria capacità di affrontare situazioni critiche e condizioni di forte pressione sui servizi sanitari», ha spiegato Alfredo Marchese, presidente GISE. Attraverso un percorso strutturato, i professionisti possono identificare i punti di forza dell'organizzazione e gli aspetti che richiedono interventi.
Tra le funzionalità dello strumento figura una heat map, una rappresentazione visiva dei risultati dell'autovalutazione che permette di riconoscere le aree di maggiore solidità organizzativa e quelle nelle quali sono necessari approfondimenti. Secondo Marchese, l'obiettivo è offrire ai centri una base per individuare le priorità, migliorare il coordinamento e confrontare le esperienze organizzative.
GISE intende utilizzare i risultati del progetto anche per sviluppare il confronto con le istituzioni sanitarie sull'organizzazione delle reti di emergenza cardiovascolare. «L'obiettivo è favorire modelli organizzativi condivisi che permettano di indirizzare tempestivamente ogni paziente verso il centro più appropriato, contribuendo a ridurre le disuguaglianze territoriali, la mortalità e i tempi di ricovero», ha aggiunto Marchese.
Questa prospettiva si inserisce nel percorso Together – Bridging Disparities e nelle attività del tavolo Welfare di GISE, anche attraverso il confronto sulla programmazione sanitaria e sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA).
Durante la sessione congressuale RESIL-Card: Building Resilient Cardiovascular Care Systems Across Europe, coordinata da Giovanni Esposito, Alfredo Marchese e Fina Mauri, sono state ripercorse le tappe dello sviluppo e della diffusione del progetto. Wijns ne ha illustrato il percorso di realizzazione, mentre Anna Franzone ha presentato l'esperienza italiana nell'utilizzo dello strumento. La discussione, moderata da Lucia Barbieri, Marco Caruso e Cristian Di Russo, ha approfondito le possibili modalità di adozione nei singoli laboratori di emodinamica.