Farmaci
Steroidi
15/10/2026

Steroidi anabolizzanti, il danno cardiaco può regredire dopo la sospensione

L’uso di anabolizzanti può provocare una grave compromissione sistolica in chi ne fa uso continuo. La riduzione della dose non basta, solo lo stop completo e la terapia antipertensiva migliorano la funzione ventricolare

farmaci psico

L’uso cronico di steroidi androgeni anabolizzanti (AAS) si associa ad un ispessimento della parete cardiaca, alterazioni della funzione sistolica e diastolica, e in quasi un caso su cinque una compromissione cardiaca grave. Ma la sospensione completa può invertire, almeno in parte, il danno. È quanto emerge da uno studio pubblicato su European Heart Journal Cardiovascular Imaging.

L’uso di AAS a scopo non medico è un fenomeno in crescita ben oltre il mondo dell’agonismo. I dati internazionali stimano una prevalenza di utilizzo intorno al 3-4% nella popolazione maschile generale, con picchi significativi tra i frequentatori di palestre e gli atleti di forza. Nonostante la documentata cardiotossicità, la sospensione volontaria è rara: molti utilizzatori minimizzano il rischio o si affidano alla sola riduzione della dose, nella convinzione che basti a proteggere il cuore.

I ricercatori hanno seguito 70 utilizzatori di AAS e 35 controlli non utilizzatori arruolati tra il 2017 e il 2019 seguiti in un follow-up medio di circa 10 anni. Al momento del secondo rilevamento, 35 avevano continuato l’uso, 15 avevano sospeso, 14 erano rimasti astinenti dall’arruolamento e 6 avevano ripreso dopo un periodo di interruzione. La valutazione comprendeva ecocardiografia, prelievi ematici e urinari per il dosaggio ormonale, e raccolta di dati anamnestici su dosi, durata e tipologia degli AAS assunti.

I dati di chi ha continuato l’uso mostrano un quadro preoccupante: ispessimento della parete ventricolare sinistra mantenuto nel tempo, con rischio di grave riduzione della funzione sistolica e compromissione della diastolica. “Ben il 17% di coloro che continuavano a usare AAS presentava una funzione cardiaca gravemente ridotta”, sottolineano i ricercatori.

Tra i continuatori senza terapia antipertensiva, la LVEF si è deteriorata dell’8% rispetto al basale; chi invece assumeva farmaci antipertensivi ha mostrato un miglioramento dell’11% della LVEF, senza tuttavia normalizzare lo spessore parietale.

La sola riduzione della dose non ha prodotto benefici cardiaci misurabili, cosa invece che accadeva nei soggetti che hanno sospeso completamente l’uso. Chi ne ha interrotto l’uso mostra infatti una traiettoria favorevole: la massa indicizzata del ventricolo sinistro (LVMI) si è ridotta da 112 a 91 g/m² (-19%), avvicinandosi ai valori del gruppo di controllo, e la LVEF è migliorata da 48% a 54% (+6 punti percentuali), pur restando al di sotto del 60% registrato nei controlli, ma la direzione è inequivoca. “La sospensione è stata associata a meno ispessimento della parete e a una migliore funzione cardiaca, suggerendo che alcuni effetti possano essere reversibili”, osservano gli autori.

Per il medico che incontra questa tipologia di pazienti questi dati hanno una ricaduta pratica diretta: l’anamnesi sull’uso di AAS va esplicitamente inclusa nel work-up, la riduzione della dose non è un intervento sufficiente, e la sospensione completa associata al trattamento antipertensivo rappresenta l’unica strategia attualmente supportata dai dati per migliorare gli esiti cardiaci. 

“I risultati sottolineano l’importanza della prevenzione e della riduzione del danno”, conclude la coautrice Astrid Bjørnebekk.

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui
nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra Newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
I risultati dello studio EXPLORER-LTE presentati all'ESC 2026 mostrano miglioramenti dell'ostruzione ventricolare e dei sintomi. Non emergono nuovi segnali di sicurezza
Al congresso GISE, gli specialisti richiamano il ruolo dell'Heart Team nella pianificazione della TAVI. Le nuove linee guida europee abbassano la soglia per la procedura di prima scelta
Uno studio su 389 trapiantati ha valutato un modello che combina ECG ed esami del sangue. Valore predittivo negativo del 97%, ma servono ulteriori conferme
Su oltre 200.000 assistiti di 170 medici di famiglia, individuati 2.734 pazienti con segnali di sospetto. In 214 avviati approfondimenti diagnostici

Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

I più letti della settimana
ANNUNCI
Cerco lavoro | Lazio
Sto valutando collaborazioni a PI per cliniche di riabilitazione, RSA o studi medici da Santa Marinella a Tarquinia.specialista con esperienza...

EVENTI
Al via la 2° edizione Milan Longevity Summit, un laboratorio urbano per una vita più lunga e in salute
Edra S.p.A sarà media partner della seconda edizione del Milan Longevity Summit che si svolgerà a Milano dal 21 al...

AZIENDE
Eurosets presenta Landing Advance
Immagine in evidenza Eurosets presenta Landing Advance, un sistema completo e intuitivo che apre nuove frontiere nel campo del monitoraggio multiparametrico in cardiochirurgia...

Libreria
Il manuale è stato scritto per colmare una...
La radiologia senologica incarna un ramo dell'imaging di...
Negli ultimi anni, i progressi scientifici e clinici...
Questo manuale offre una panoramica aggiornata sul ruolo...
Questo testo vuole aiutare a comprendere la legge...
Corsi
Algoritmi di medicina di emergenza per le professioni sanitarie

Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...


L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...


Social media in medicina. Al via nuovo corso di formazione Fad

Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...


Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano

Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...