Nel 2025 i 254 laboratori di emodinamica italiani hanno registrato complessivamente 520.438 procedure, tra interventi mini-invasivi e attività diagnostiche. Il dato emerge dal censimento della Società italiana di cardiologia interventistica (GISE), presentato in occasione del 47° Congresso nazionale, svoltosi a Milano. I risultati sono stati al centro anche del confronto sull'utilizzo dei registri clinici per la ricerca scientifica e la valutazione delle tecnologie, alla luce del nuovo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS).
Il censimento comprende 318.121 coronarografie, 160.035 angioplastiche coronariche e 14.409 impianti transcatetere di valvola aortica (TAVI), un volume che GISE indica come record. Sono state inoltre registrate 2.251 procedure di riparazione o sostituzione della valvola mitrale, 592 interventi sulla tricuspide, in aumento del 23%, 4.690 chiusure del forame ovale pervio e 2.688 chiusure dell'auricola sinistra. Il comunicato segnala anche 42.282 procedure diagnostiche, di imaging intracoronarico e di valutazione funzionale.
«In una branca che non si ferma mai e che applica soluzioni tecnologiche sempre più avanzate, la raccolta sistematica dei numeri di attività non risponde più soltanto a un'esigenza statistica o di consuntivo annuale», ha dichiarato Alfredo Marchese, direttore dell'Unità di Cardiologia interventistica dell'Ospedale Santa Maria di Bari e presidente GISE.
Secondo la società scientifica, la disponibilità di dati raccolti sistematicamente nei laboratori di emodinamica può contribuire a valutare la pratica clinica quotidiana e la sua aderenza alle raccomandazioni delle linee guida internazionali.
Il tema è stato approfondito durante la tavola rotonda Dal dato clinico all'evidenza: ricerca scientifica, EHDS e innovazione MedTech, dedicata al passaggio dai dati dell'attività assistenziale alle evidenze generate nella pratica clinica.
Il Regolamento europeo 2025/327, che istituisce lo Spazio europeo dei dati sanitari, definisce un quadro comune per l'utilizzo e il riutilizzo delle informazioni sanitarie, anche a fini di ricerca, programmazione e valutazione delle tecnologie. In questo contesto, GISE propone di valorizzare i propri registri attraverso una collaborazione tra società scientifiche, istituzioni e industria delle tecnologie mediche.
Un ulteriore ambito riguarda lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale applicati alla cardiologia. Per Marchese, la qualità dei dati clinici e la loro gestione costituiscono condizioni necessarie per realizzare strumenti in grado di supportare la diagnosi, la personalizzazione dei percorsi assistenziali e la valutazione dei trattamenti.
«La qualità e la governance del dato sanitario devono infatti essere progettate fin dall'inizio, secondo criteri di tutela della privacy e valore scientifico, garantendo la massima accuratezza dei dati clinici affinché l'Intelligenza Artificiale possa operare in modo sicuro, etico e realmente affidabile a supporto del medico e del paziente», ha sottolineato il presidente GISE.
Il congresso ha dedicato spazio anche alla formazione dei giovani cardiologi interventisti, con le sessioni pratiche Next Gen Hands On, e al confronto su tecniche, dispositivi e innovazioni attraverso le sessioni GISE Interventional e GISE Innovation.