La campagna di vaccinazione anti Covid-19 per l’autunno-inverno 2026-2027 utilizzerà vaccini aggiornati alla variante XFG di SARS-CoV-2. Il Ministero della Salute, con una nuova circolare, ha definito le categorie per le quali è raccomandato il richiamo annuale e le priorità della fase iniziale. Tra i vaccini già autorizzati da Ema e Aifa, il Ministero dispone di Comirnaty XFG, del quale è prevista la distribuzione alle Regioni e alle Province autonome.
Il richiamo è raccomandato alle persone di almeno 60 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti e alle donne in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo post-partum, comprese quelle in allattamento. La raccomandazione comprende anche gli operatori sanitari e sociosanitari, gli studenti di medicina e delle professioni sanitarie che svolgono tirocini nelle strutture assistenziali e il personale sanitario e sociosanitario in formazione.
La vaccinazione è inoltre raccomandata alle persone dai 6 mesi ai 59 anni con elevata fragilità per patologie o condizioni associate a un maggiore rischio di Covid-19 grave. La circolare indica, tra le altre, malattie respiratorie croniche, cardiovascolari e cerebrovascolari, diabete e altre endocrinopatie severe, malattie neurologiche, obesità con indice di massa corporea superiore a 30, insufficienza renale cronica, patologie oncologiche e onco-ematologiche, trapianti e immunodeficienze.
Il Ministero precisa che l’elenco delle condizioni di fragilità potrebbe non essere esaustivo e richiama la collaborazione dei medici nella valutazione dei casi nei quali possa sussistere un’indicazione alla vaccinazione. Il vaccino è consigliato anche a familiari, conviventi e caregiver delle persone con gravi fragilità. L’offerta è gratuita per le categorie individuate, ma resta possibile l’accesso gratuito alla vaccinazione anche per chi non vi rientra.
Nella fase iniziale della campagna avranno priorità le persone di almeno 80 anni, gli ospiti delle strutture per lungodegenti, le persone con elevata fragilità, soprattutto in presenza di una marcata compromissione del sistema immunitario, e gli operatori sanitari e sociosanitari.
La circolare conferma inoltre che una precedente infezione da SARS-CoV-2, anche recente e successiva all’ultimo richiamo, non costituisce una controindicazione. È possibile la co-somministrazione con altri vaccini, in particolare con quello antinfluenzale, salvo specifiche indicazioni d’uso o valutazioni cliniche.
Per favorire l’adesione delle persone a rischio, il Ministero chiede a Regioni e Province autonome di rafforzare l’offerta attiva. Alla rete dei Dipartimenti di prevenzione si affiancano medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacie e specialisti ospedalieri e territoriali, comprese le strutture per lungodegenti. Le Regioni sono inoltre invitate a consentire la prenotazione della vaccinazione attraverso una piattaforma online.