Dieci professionisti che lasciano il Servizio sanitario nazionale prima della pensione ogni giorno, cinque che scelgono di trasferirsi all'estero, sette vittime quotidiane di aggressioni e un tasso di burnout che coinvolge oltre due terzi dei medici e dirigenti sanitari ospedalieri. Sono i numeri portati da Pierino Di Silverio nella relazione politica che ha aperto il 26° Congresso nazionale di Anaao Assomed e che, secondo il sindacato, descrivono una situazione ormai critica per la tenuta della sanità pubblica italiana. Nel suo intervento, il segretario nazionale uscente ha parlato di un Servizio sanitario nazionale segnato da anni di sottofinanziamento, carenza di personale e crescente complessità organizzativa. Una crisi che, secondo Anaao, non è inevitabile ma il risultato di precise scelte politiche e amministrative.
Al centro della relazione c'è il tema dell'attrattività delle professioni sanitarie. Per il sindacato, la sostenibilità del sistema non può essere valutata soltanto sulla base delle risorse economiche disponibili, ma dipende anche dalla capacità di attrarre e trattenere professionisti qualificati, garantendo condizioni di lavoro adeguate, sicurezza, riconoscimento delle competenze e opportunità di crescita professionale. Da qui la richiesta di una revisione strutturale dei contratti, con percorsi di carriera fondati sul merito, limiti ai carichi di lavoro, contrasto alla precarizzazione e una valorizzazione economica coerente con le responsabilità della dirigenza medica e sanitaria. Per Anaao, il riconoscimento professionale non rappresenta una rivendicazione corporativa ma una condizione necessaria per garantire qualità e continuità delle cure. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell'autonomia professionale. Di Silverio ha messo in guardia dal rischio di una crescente burocratizzazione della medicina, nella quale il giudizio clinico venga progressivamente sostituito dall'applicazione rigida di procedure e protocolli. Un fenomeno che, secondo il sindacato, favorisce la medicina difensiva e limita la personalizzazione delle cure.
Nella relazione trova spazio anche il capitolo dedicato all'intelligenza artificiale. Anaao ne riconosce le potenzialità come supporto all'attività clinica e come strumento per ridurre gli adempimenti burocratici, ma chiede regole che ne garantiscano uno sviluppo compatibile con l'autonomia decisionale del medico e con il rapporto fiduciario con il paziente. Tra le emergenze individuate dal sindacato c'è poi quella della formazione. Anaao denuncia l'insoddisfazione crescente degli specializzandi e ricorda che, in alcune discipline, fino al 60% delle borse di specializzazione è rimasto vacante o è stato rifiutato. Per questo propone l'istituzione di un contratto di formazione-lavoro per i medici in formazione specialistica, il riconoscimento del ruolo dei tutor ospedalieri e una più stretta integrazione tra università e ospedali. Di Silverio ha infine rivolto un appello a Governo, Regioni, aziende sanitarie e università affinché venga avviata una nuova stagione di riforme e investimenti. La scelta, ha sostenuto, è tra l'inerzia e il progressivo indebolimento della sanità pubblica oppure un percorso di rilancio fondato sulla valorizzazione dei professionisti, sull'innovazione organizzativa e sulla tutela del diritto alla salute.