In questo contesto, l’impiego di agonisti del recettore del glucagon like peptide 1 (GLP 1RA), già consolidati nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità, sta emergendo come possibile strategia complementare. Due casi clinici recenti offrono uno sguardo concreto sul potenziale ruolo di semaglutide, somministrato per via sottocutanea una volta alla settimana, come terapia aggiuntiva negli adolescenti con diabete di tipo 1 complicato da obesità.
Le protagoniste sono due ragazze di 17 e 12 anni, entrambe affette da diabete di tipo 1 e già in trattamento con sistemi automatizzati di infusione continua di insulina. Nonostante la tecnologia avanzata, entrambe presentavano un quadro metabolico in progressivo deterioramento: aumento significativo del peso corporeo, peggioramento del controllo glicemico e incremento del fabbisogno insulinico. A questo si aggiungeva la difficoltà, comune in età adolescenziale, di mantenere abitudini alimentari equilibrate e uno stile di vita regolare.
L’introduzione di semaglutide come terapia aggiuntiva, affiancata a un rinnovato intervento educativo sullo stile di vita, ha prodotto risultati clinicamente rilevanti nell’arco di dodici mesi. In entrambe le adolescenti si è osservato un miglioramento netto del controllo glicemico, una riduzione del peso corporeo e una diminuzione del fabbisogno insulinico totale. Il dato forse più significativo è l’assenza di eventi avversi, elemento particolarmente rilevante in una popolazione giovane in cui la sicurezza a lungo termine rappresenta un criterio imprescindibile.
Queste osservazioni, pur limitate alla natura aneddotica dei casi clinici, suggeriscono che la terapia con GLP 1RA possa rappresentare un’opzione promettente per migliorare il controllo metabolico e favorire la gestione del peso negli adolescenti con diabete di tipo 1 e obesità. Rimangono tuttavia aperte questioni fondamentali: la definizione del dosaggio ottimale, la valutazione della sicurezza nel lungo periodo e l’impatto su crescita, sviluppo puberale e composizione corporea. Solo studi più ampi e controllati potranno chiarire il reale potenziale di questa strategia terapeutica e delinearne con precisione il profilo rischio beneficio.
Pediatrics. 2026 May 8:e2025074286. doi: 10.1542/peds.2025-074286.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42097623/