La steatotic liver disease (SLD), la malattia epatica steatosica precedentemente definita “fegato grasso”, entra ufficialmente tra le priorità globali delle malattie croniche non trasmissibili. La decisione è stata approvata il 21 maggio durante la 79ª Assemblea mondiale della sanità dell’Oms.
Secondo quanto riportato nel documento approvato dagli Stati membri, la SLD colpisce circa 1,7 miliardi di persone nel mondo ed è una delle cause di malattia epatica cronica in più rapida crescita. L’Oms sottolinea il legame stretto con obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altre condizioni metaboliche, mentre il danno epatico correlato all’alcol continua a rappresentare una quota importante del carico complessivo di malattia.
Nel testo approvato, l’Assemblea richiama i rischi di progressione verso fibrosi, cirrosi e tumore del fegato, con un impatto crescente sui sistemi sanitari in assenza di strategie efficaci di prevenzione e presa in carico.
La risoluzione invita i Paesi membri a integrare la SLD nei piani nazionali sulle malattie croniche non trasmissibili, rafforzando gli approcci basati sulle cure primarie, la sorveglianza epidemiologica e la sensibilizzazione della popolazione. Tra le raccomandazioni figurano anche interventi multisettoriali sui fattori di rischio condivisi, come alimentazione non salutare, sedentarietà e consumo dannoso di alcol.
L’Oms chiede inoltre di migliorare l’accesso a prevenzione, screening, diagnosi e gestione clinica della malattia, con particolare attenzione alle popolazioni a rischio, inclusi bambini e adolescenti.
Nel documento si prevede anche un maggiore coinvolgimento dell’Organizzazione mondiale della sanità nel supporto tecnico ai Paesi e nel monitoraggio periodico dei progressi raggiunti nell’ambito delle strategie globali sulle malattie croniche.