“La crema solare serve solo al mare”. “Con le nuvole non ci si scotta”. In vista della stagione estiva, gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù richiamano l’attenzione sull’importanza della prevenzione dei tumori cutanei fin dall’infanzia e invitano a superare alcuni falsi miti sul melanoma pediatrico.
Secondo il Bambino Gesù, il melanoma pediatrico rappresenta circa l’1% di tutti i tumori maligni pediatrici e resta una condizione rara. Negli ultimi cinque anni l’ospedale ha seguito circa 40 casi, soprattutto in adolescenti e bambini con fattori di rischio specifici, attraverso percorsi multidisciplinari che coinvolgono dermatologi, oncologi, chirurghi plastici, chirurghi generali e neuroradiologi.
“Nel tempo abbiamo visto crescere la preoccupazione dei genitori riguardo ai nei dei bambini, ma spesso il rischio percepito è sproporzionato rispetto alla realtà”, spiega May El Hachem, responsabile di Dermatologia del Bambino Gesù. “Il melanoma pediatrico esiste, ma resta raro. Tanti bambini vengono sottoposti a controlli dermatologici troppo precoci e non necessari, mentre si presta ancora poca attenzione alla vera prevenzione: la protezione dal sole”.
Tra i principali falsi miti indicati dagli specialisti figurano l’idea che il sole rappresenti un rischio solo al mare o che nelle giornate nuvolose non vi sia pericolo di scottature. Gli esperti ricordano invece che i raggi ultravioletti attraversano le nuvole e che la protezione solare è necessaria anche durante attività sportive all’aperto, passeggiate, piscina e centri estivi.
Nel documento viene inoltre sottolineato che le scottature in età pediatrica, soprattutto se ripetute, aumentano il rischio di melanoma in età adulta. Gli specialisti raccomandano di applicare la crema solare almeno 20 minuti prima dell’esposizione e di riapplicarla frequentemente, soprattutto dopo il bagno o intensa sudorazione.
Il Bambino Gesù invita anche a evitare allarmismi sulla comparsa dei nei durante la crescita. “Durante infanzia e adolescenza la comparsa di nuovi nei è spesso fisiologica”, spiegano gli specialisti. A richiedere attenzione sarebbero soprattutto cambiamenti rapidi, crescita anomala o sanguinamento.
Secondo gli esperti, la prima visita dermatologica può essere programmata intorno ai 10-12 anni in assenza di segnali sospetti, salvo indicazioni diverse del pediatra curante o presenza di nevi congeniti medi o giganti.
“Dobbiamo uscire dalla logica della paura”, conclude El Hachem. “Il sole non è un nemico da evitare, piuttosto è l’esposizione che va gestita adeguatamente. La vera prevenzione si fa con comportamenti corretti e informazioni affidabili, non con l’allarmismo”.