In Italia l’accesso agli autoiniettori di adrenalina per il trattamento dell’anafilassi non è ancora uniforme sul territorio nazionale. È quanto emerge da un’analisi nazionale presentata durante il Congresso Nazionale dell’AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri), svoltosi a Bari dal 9 all’11 maggio 2026.
L’analisi, realizzata con il contributo dei referenti regionali della SIAIP e dell’AAIITO, ha fotografato le differenze regionali nella disponibilità e nel rimborso degli autoiniettori di adrenalina nella popolazione pediatrica e adulta. Secondo quanto riportato nel comunicato, si tratta della prima analisi nazionale dedicata a questo tema in Italia.
L’adrenalina rappresenta il trattamento di prima linea nell’anafilassi, reazione allergica sistemica grave che può insorgere rapidamente dopo esposizione ad alimenti, farmaci, punture di imenotteri o altri allergeni. Gli autoiniettori consentono al paziente o ai caregiver di intervenire tempestivamente in attesa dei soccorsi.
Secondo le raccomandazioni europee, i pazienti a rischio dovrebbero avere sempre a disposizione due autoiniettori. Tuttavia, il quadro regionale risulta variabile, soprattutto negli adulti.
Nel comunicato viene evidenziato che Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana risultano le Regioni in cui sono rimborsati due autoiniettori l’anno sia per bambini sia per adulti. In altre aree il secondo dispositivo è previsto solo in presenza di specifiche condizioni cliniche o con modalità variabili. Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano risultano invece limitate a un solo autoiniettore annuo nella popolazione pediatrica.
“L’autoiniettore di adrenalina è uno strumento essenziale nella gestione dell’anafilassi fuori dall’ospedale. Garantire un accesso equo significa aumentare la sicurezza dei pazienti e delle famiglie”, ha dichiarato Alessandro Marra, dell’ASST Rhodense di Garbagnate Milanese e coautore dell’analisi.
Secondo Marra, le differenze regionali “rischiano di creare percorsi non omogenei e di rendere meno prevedibile la risposta in caso di emergenza”. Il comunicato richiama inoltre la necessità di programmi di educazione rivolti a pazienti, caregiver, scuole e operatori sanitari.
L’analisi segnala anche che l’eterogeneità regionale riflette l’assenza di regolamenti aggiornati e uniformi sulla fornitura e sul rimborso degli autoiniettori di adrenalina. In alcune aree, la gestione risulta legata a prassi locali o alla disponibilità dei dispositivi.