La salute dei bambini non può essere limitata alla sola dimensione fisica, ma deve includere benessere psicologico, relazionale e sociale. È il messaggio emerso dal XXXVIII Congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps), svoltosi a Napoli dall’1 al 3 maggio sul tema “Costruire il benessere di domani: la salute dei bambini al centro del cambiamento”.
Nel corso dell’incontro, che ha riunito oltre 250 specialisti provenienti da tutta Italia, il presidente Sipps Giuseppe Di Mauro ha sottolineato come la pediatria stia progressivamente ampliando il proprio campo di attenzione. “Negli ultimi anni si sta affermando un nuovo principio: la salute e il benessere di bambini e ragazzi non sono un obiettivo a vantaggio della sola popolazione pediatrica e adolescenziale, ma costituiscono un valore importante per il futuro di tutti noi”, ha dichiarato.
Secondo Di Mauro, il benessere infantile rappresenta “una risorsa” anche per la salute futura della popolazione adulta. Il congresso ha affrontato diversi temi legati ai nuovi bisogni pediatrici, tra cui salute mentale, salute sessuale e riproduttiva, dipendenze — comprese quelle digitali — sedentarietà e obesità.
Nel comunicato viene richiamato anche il ruolo di World Health Organization e UNICEF, che hanno promosso strategie dedicate alla salute di bambini e adolescenti e invitato i Paesi europei ad adottare misure di “future-proofing” per le nuove generazioni.
“Occorre un patto tra il pediatra, la famiglia, il territorio e la scuola”, ha affermato Di Mauro, evidenziando come molte famiglie siano oggi “disorientate” rispetto ai bisogni educativi e sanitari dei figli.
Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti della pandemia Covid-19 su bambini e adolescenti. “I bambini e gli adolescenti hanno sofferto e soffrono ancora oggi di problemi legati alla sedentarietà — che comporta sovrappeso, o peggio obesità — e alla solitudine”, ha spiegato il presidente Sipps.
Tra i temi affrontati anche il cosiddetto “disturbo da deficit di natura”, legato alla riduzione del tempo trascorso all’aria aperta. Secondo Di Mauro, “oggi i bambini restano meno tempo all’aria aperta di un detenuto”.
Per la Sipps, la risposta ai nuovi bisogni pediatrici richiede un approccio integrato che coinvolga sistema sanitario, famiglie, scuola e territorio, con l’obiettivo di trasformare “la cura dei ragazzi in un investimento strategico per il futuro”.