La Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato i risultati del più ampio studio mai condotto negli Stati Uniti sui contaminanti chimici nel latte artificiale, confermando livelli molto bassi o non rilevabili nella maggior parte dei prodotti analizzati.
L’indagine ha riguardato oltre 300 campioni rappresentativi dei prodotti disponibili sul mercato statunitense, per un totale di più di 120.000 analisi. I test hanno incluso metalli pesanti come piombo, mercurio, cadmio e arsenico, oltre a pesticidi, PFAS e ftalati.
Secondo l’agenzia, “la maggior parte dei campioni presenta livelli non rilevabili o molto bassi di contaminanti”, confermando un elevato standard di sicurezza per le formule disponibili. Allo stesso tempo, viene sottolineato che “anche piccole esposizioni possono essere rilevanti nei neonati”.
“I risultati di questo studio sono incoraggianti”, ha dichiarato il commissario della FDA Marty Makary, evidenziando l’impegno a garantire “opzioni sicure e di alta qualità per le famiglie che dipendono dal latte artificiale”.
L’agenzia ha annunciato che proseguirà le attività di monitoraggio con ulteriori test e controlli, con l’obiettivo di ridurre i contaminanti “al livello più basso possibile” e definire soglie di riferimento per la sicurezza.
Secondo la FDA, piccole quantità di contaminanti possono essere presenti negli alimenti, inclusi latte materno e formule, a causa della loro presenza nell’ambiente o nei processi produttivi.
Lo studio rientra nelle iniziative “Closer to Zero” e “Operation Stork Speed”, dedicate al miglioramento della sicurezza degli alimenti per l’infanzia e al rafforzamento della sorveglianza sul mercato.