Le infezioni acute delle vie respiratorie rappresentano una delle principali cause di consultazione in pediatria di base e uno dei motivi più frequenti di prescrizione antibiotica. Se, al di fuori dei contesti di cure primarie, la telemedicina è stata associata a un eccesso di trattamenti antibiotici nei bambini, la qualità dell’assistenza erogata tramite teleconsulto quando integrata all’interno della pediatria di base rimaneva poco definita.
In questo studio retrospettivo trasversale sono state confrontate le modalità di gestione antibiotica durante visite per infezioni respiratorie acute condotte in telemedicina rispetto alle visite in presenza. L’analisi ha incluso tutti gli accessi di bambini e adolescenti sotto i 18 anni, registrati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023, in 694 studi di pediatria di base negli Stati Uniti, comprendenti organizzazioni sanitarie comunitarie, studi pediatrici indipendenti e reti ambulatoriali collegate a grandi sistemi sanitari. Le analisi statistiche sono state condotte tra il 1° ottobre 2024 e il 12 febbraio 2026.
L’esposizione di interesse era rappresentata dalla modalità della visita — telemedicina o presenza — considerata come visita indice. Gli esiti primari erano la proporzione di visite indice con prescrizione antibiotica e la proporzione di visite con gestione antibiotica conforme alle linee guida in relazione alla diagnosi. Tra gli esiti secondari figuravano la diagnosi della visita indice, le visite di follow-up entro 14 giorni e le prescrizioni antibiotiche entro 14 giorni. Le analisi sono state ponderate mediante un modello di propensity score per stimare la probabilità che una visita indice per infezione respiratoria acuta fosse condotta in telemedicina e per calcolare l’effetto medio del trattamento associato al teleconsulto.
Nel complesso sono state analizzate 438.148 visite in presenza e 11.482 visite in telemedicina, effettuate da 302.817 bambini con un’età media di 6,6 anni e una lieve prevalenza maschile (51,4%). Nel modello ponderato, la prescrizione antibiotica è avvenuta nel 46,8% delle visite in presenza (IC 95%: 45,1%-48,4%) rispetto al 34,6% delle visite in telemedicina (IC 95%: 27,0%-42,3%), con una differenza di –12,1 punti percentuali (IC 95%: –19,3 a –5,0). La gestione antibiotica è risultata conforme alle linee guida nell’86,2% delle visite in presenza (IC 95%: 85,1%-87,3%) e nell’85,5% delle visite in telemedicina (IC 95%: 80,5%-90,4%), con una differenza di –0,7 punti percentuali (IC 95%: –5,3 a 3,8). La frequenza di visite di follow-up e di prescrizioni antibiotiche entro 14 giorni non ha mostrato variazioni significative in base alla modalità della visita indice.
In sintesi, in questo ampio studio trasversale condotto in contesti di pediatria di base, la telemedicina integrata nella pratica clinica si è associata a un uso più prudente degli antibiotici senza un aumento delle visite successive né delle prescrizioni aggiuntive. Sostenere l’adozione della telemedicina per la gestione delle condizioni acute potrebbe rappresentare una strategia efficace per ridurre l’impiego non necessario di antibiotici in età pediatrica.
JAMA Netw Open. 2026 May 1;9(5):e2610062. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2026.10062.