Oltre 100 milioni di dosi di vaccino somministrate a 18,3 milioni di bambini tra 1 e 5 anni in 36 Paesi per recuperare il calo delle coperture registrato durante la pandemia. È il bilancio del programma internazionale The Big Catch-Up, diffuso da Oms, Unicef e Gavi all’avvio della World Immunisation Week.
L’iniziativa, attiva dal 2023 al marzo 2026, puntava a raggiungere i bambini non vaccinati o vaccinati in modo incompleto a causa delle interruzioni dei servizi sanitari legate al Covid-19. Secondo le agenzie internazionali, il programma è in linea con l’obiettivo finale di recuperare almeno 21 milioni di minori.
Tra i bambini raggiunti, 12,3 milioni erano classificati come zero-dose, cioè non avevano mai ricevuto alcun vaccino. Inoltre 15 milioni non avevano mai ricevuto una vaccinazione contro il morbillo. Il programma ha incluso anche la somministrazione di 23 milioni di dosi di vaccino antipolio inattivato (IPV) a bambini non o sotto-immunizzati.
Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, il Big Catch-Up ha contribuito a ridurre una delle principali conseguenze negative della pandemia sui servizi sanitari, rafforzando al tempo stesso la capacità dei programmi vaccinali nazionali di individuare e raggiungere i bambini rimasti esclusi dalle vaccinazioni di routine.
Le agenzie sottolineano tuttavia che le campagne di recupero non possono sostituire i programmi vaccinali ordinari. Nel 2024, infatti, si stima che 14,3 milioni di bambini sotto l’anno di età nel mondo non abbiano ricevuto neppure una dose attraverso i programmi routinari.
Il comunicato richiama anche il ritorno di focolai prevenibili. Per il morbillo si stimano circa 11 milioni di casi nel 2024, con il numero dei Paesi interessati da grandi epidemie quasi triplicato dal 2021.
Per Catherine Russell, direttrice esecutiva di Unicef, i risultati mostrano ciò che è possibile ottenere quando i Paesi dispongono di risorse, strumenti e volontà politica, ma restano ancora molti bambini difficili da raggiungere.
Oms, Unicef e Gavi ricordano che la vaccinazione tempestiva secondo i calendari nazionali resta il metodo più efficace e sostenibile per proteggere bambini e comunità dalle malattie prevenibili.