Portare l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età è una delle novità inserite nella bozza di decreto sulla riforma della medicina territoriale presentata dal Ministero della Salute alle Regioni. Tra gli ultimi interventi sul testo figura, infatti, la possibilità di iscrizione al pediatra di libera scelta fino al compimento dei 18 anni.
La misura si inserisce nel più ampio riassetto dell’assistenza primaria, che punta a rafforzare il ruolo delle Case della Comunità e a ridefinire l’organizzazione della medicina territoriale.
Sulla proposta è intervenuta la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), che valuta positivamente l’ampliamento della fascia di competenza pediatrica.
“L’ampliamento della fascia di competenza pediatrica rappresenta una proposta che la FIMP sostiene da anni”, afferma Antonio D’Avino, presidente nazionale FIMP.
La federazione chiede tuttavia l’apertura di un confronto sul provvedimento. “Serve aprire una vera fase negoziale, superando la logica del decreto”, aggiunge D’Avino.
Secondo la FIMP, garantire la continuità assistenziale fino alla maggiore età consentirebbe di rispondere in modo più appropriato ai bisogni clinici, relazionali e di sviluppo degli adolescenti.
La bozza prevede anche che il limite massimo di assistiti diventi identico per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, con un massimale indicato in 1.500 pazienti.
Il provvedimento, ancora in fase di confronto con le Regioni, comprende anche il nuovo assetto della medicina generale con doppio canale tra rapporto convenzionato e accesso volontario alla dipendenza per specifiche funzioni territoriali.
In questo quadro, l’estensione dell’età assistenziale pediatrica rappresenta uno dei capitoli inseriti nel riordino complessivo delle cure territoriali.
La bozza non è definitiva e potrà essere oggetto di modifiche nel corso del confronto istituzionale previsto nelle prossime settimane.