In Italia circa un adolescente su sette presenta segni riconducibili a un disturbo psichico, pari a quasi un milione di ragazzi tra i 10 e i 19 anni. Parallelamente, i disturbi del neurosviluppo interessano tra il 10% e il 20% della popolazione tra 0 e 17 anni, coinvolgendo quasi 2 milioni di bambini e adolescenti. È il quadro delineato dagli specialisti riuniti a Cagliari per il 5° Congresso Congiunto SINPIA-SINPF, dedicato all’innovazione clinica e psicofarmacologica nell’età di transizione, e rilanciato in vista della Quinta Giornata Nazionale per la promozione del Neurosviluppo promossa da SINPIA l’11 maggio con webinar e iniziative diffuse sul territorio nazionale.
Secondo gli esperti, gli indicatori di salute mentale nei giovani restano peggiori rispetto ai livelli pre-pandemici. In meno di dieci anni è inoltre raddoppiato il numero di bambini e adolescenti seguiti dai servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, con oltre 600.000 utenti a livello nazionale. Persistono però forti differenze territoriali: alcune Regioni riescono a seguire fino al 9% della popolazione minorenne, altre non raggiungono il 4%.
Nel corso del congresso sono stati discussi anche i principali dati epidemiologici sui disturbi del neurosviluppo. La prevalenza del disturbo dello spettro autistico è stimata in 13,4 casi ogni mille bambini tra 7 e 9 anni, mentre l’ADHD interessa circa il 6% di bambini e adolescenti e il 3% degli adulti.
Proprio sull’ADHD sono stati presentati nuovi dati pubblicati su JAMA Psychiatry. Lo studio, condotto su circa 700 mila giovani, ha seguito per oltre otto anni quasi 4 mila bambini e adolescenti con diagnosi di ADHD, mostrando che il trattamento con metilfenidato avviato prima dei 13 anni è associato a una riduzione del rischio di sviluppare psicosi in età adulta compresa tra il 21% e il 24% rispetto ai soggetti non trattati.
“Questo studio evidenzia l’importanza della tempestività degli interventi”, afferma Giovanni Migliarese, direttore della SC di Salute Mentale della Lomellina dell’ASST di Pavia. Secondo lo specialista, i dati suggeriscono “l’esistenza di una finestra neuroevolutiva sensibile in età infantile”, nella quale gli effetti terapeutici risultano particolarmente rilevanti.
Per Sara Carucci, professoressa associata dell’Università di Cagliari e direttrice della Clinica di Neuropsichiatria Infantile dell’Arnas Brotzu, i disturbi del neurosviluppo rappresentano “fattori di svantaggio evolutivo”, associati a un maggiore rischio di ansia, depressione e disturbi da uso di sostanze, oltre a ricadute sulla qualità della vita e sul percorso scolastico e lavorativo.
Le società scientifiche richiamano inoltre criticità organizzative e regolatorie. “Segnaliamo la necessità di superare alcune criticità che rendono difficile l’accesso ai trattamenti per famiglie e pazienti”, affermano Elisa Fazzi, Presidente della SINPIA e Matteo Balestrieri (co-presidente SINPF), citando in particolare le modalità prescrittive del metilfenidato e la limitazione delle prescrizioni ai soli centri di riferimento.
Sul piano assistenziale, gli specialisti sottolineano anche la carenza di strutture dedicate ai minori. “Nei bambini e negli adolescenti il cervello è ancora in maturazione”, osserva Antonella Costantino, Past President SINPIA e direttore UONPIA della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. “Per questo, trattamenti e contesti di cura pensati per gli adulti possono essere non solo inadeguati, ma talvolta persino dannosi”.
La Quinta Giornata Nazionale per la promozione del Neurosviluppo si terrà l’11 maggio con un webinar aperto alla cittadinanza e una serie di iniziative promosse su tutto il territorio nazionale. Tra i partecipanti annunciati figurano rappresentanti di SINPIA, dell’Istituto Superiore di Sanità, della Società Italiana di Pediatria, di UNICEF e di altre realtà coinvolte nella salute dell’età evolutiva.