Il Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) contesta le raccomandazioni AGENAS sull’impiego dei sistemi di chirurgia robotica in chirurgia generale, ginecologia e urologia e chiede una revisione del documento con il coinvolgimento diretto delle società scientifiche. Secondo il CIC, su 22 procedure analizzate soltanto sei avrebbero ricevuto un giudizio positivo, mentre le altre sarebbero state escluse o indirizzate a programmi di ricerca.
“Il documento è metodologicamente fragile, internamente contraddittorio e strategicamente miope”, dichiara Vito Chiantera, presidente del CIC. Secondo il Collegio, il report non indicherebbe quale standard metodologico sia stato applicato e non presenterebbe meta-analisi, riducendo la valutazione delle tecnologie a tre opzioni di giudizio con decisione a maggioranza.
Il CIC segnala inoltre alcune incongruenze interne al report. In particolare, sostiene che nel testo verrebbero riconosciuti vantaggi clinici della robotica per procedure come isterectomia, resezione anteriore del retto, resezioni epatiche e nefro-ureterectomia, a fronte però di raccomandazioni negative.
Tra i punti evidenziati anche il tema economico. Il Collegio richiama un precedente report HTA AGENAS del giugno 2025 che, secondo quanto riportato nel comunicato, avrebbe indicato un impatto economico complessivo contenuto dell’adozione della chirurgia robotica nelle procedure analizzate. A questo si aggiungerebbe, secondo il CIC, la contemporanea gara CONSIP per l’acquisto di nuove piattaforme robotiche.
“Il problema vero è di prospettiva”, prosegue Chiantera. “La robotica ha una curva di apprendimento più breve della laparoscopia avanzata, offre precisione, ergonomia e standardizzazione, ed è l’infrastruttura abilitante dell’integrazione con intelligenza artificiale, dati intraoperatori e chirurgia parzialmente autonoma”.
Nel comunicato, il CIC chiede una revisione sostanziale delle raccomandazioni, maggiore trasparenza metodologica, una valutazione distinta per singola indicazione clinica e una strategia nazionale per l’innovazione chirurgica che coniughi sostenibilità, equità territoriale e sviluppo tecnologico.
“Il futuro della chirurgia si costruisce oggi. O accompagniamo questa trasformazione, o la subiremo”, conclude Chiantera.