Un gruppo internazionale di esperti propone uno studio clinico randomizzato per valutare se i farmaci anti-obesità possano prevenire i tumori correlati all’obesità. La proposta sarà presentata al Congresso europeo sull’obesità (ECO 2026), in programma a Istanbul dal 12 al 15 maggio.
Il progetto prevede uno studio decennale su 5.000 persone in sovrappeso o obese (indice di massa corporea tra 27 e 35) con condizioni considerate precursori tumorali, tra cui esofago di Barrett, iperplasia endometriale, polipi del colon e steatoepatite metabolica con fibrosi.
Secondo gli autori, le evidenze disponibili sui farmaci di nuova generazione per la perdita di peso, come gli agonisti del GLP-1 e i doppi agonisti GLP-1/GIP, sono sufficienti per avviare una valutazione clinica del loro possibile ruolo nella prevenzione oncologica. Lo studio proposto prevede un disegno randomizzato 1:1: il gruppo di intervento riceverà un farmaco anti-obesità associato a un intervento comportamentale, mentre il gruppo di controllo sarà trattato con il solo intervento comportamentale.
Gli esperti hanno utilizzato simulazioni per stimare la fattibilità dello studio. I risultati indicano che una sperimentazione di dieci anni in una popolazione ad alto rischio potrebbe fornire evidenze solide sull’eventuale riduzione del rischio di tumori correlati all’obesità.
Il gruppo è guidato da Matthew Harris e coinvolge ricercatori delle università di Manchester e Leeds, nell’ambito del progetto PADRIAC finanziato da Cancer Research UK. «Ora abbiamo farmaci in grado di raggiungere livelli di perdita di peso che in precedenza erano possibili solo con la chirurgia. Il passo successivo è capire se questo possa prevenire il cancro», afferma Harris.
I tumori correlati all’obesità sono 13 e includono, tra i più frequenti, il carcinoma del colon-retto, il tumore della mammella in postmenopausa, il tumore dell’endometrio, l’adenocarcinoma esofageo e il tumore del rene. Secondo gli autori, l’aumento globale dell’obesità potrebbe tradursi in una crescita di queste neoplasie nei prossimi anni.
Resta da chiarire se l’eventuale effetto preventivo sia legato alla perdita di peso o a meccanismi biologici diretti dei farmaci. Gli autori indicano che ulteriori analisi su dati osservazionali, come quelli degli studi LookAhead e Select, potranno contribuire a definire questi aspetti.