Sono 1.103 gli studi clinici oncologici attivi in Italia, con 6.657 pazienti arruolati nel 2025. Il dato emerge dal Working Paper “Protagonista della Ricerca. Il Paziente al centro dei trial in oncologia ed emato-oncologia”, presentato a Roma il 18 marzo 2026 da The European House – Ambrosetti (TEHA), con il contributo non condizionante di Amgen.
Secondo i dati del sistema europeo CTIS, oltre l’80% degli studi riguarda tumori solidi, con una concentrazione su carcinoma del polmone, mammella, colon-retto e prostata. Il 19% è dedicato alle neoplasie ematologiche. Il 74% delle sperimentazioni è sostenuto dall’industria farmaceutica, mentre tra gli studi no profit il 56% è promosso da strutture sanitarie, il 24% da associazioni e fondazioni e il 20% da università e centri di ricerca.
La distribuzione sul territorio non è uniforme. L’84% delle sperimentazioni coinvolge almeno un centro in Lombardia. Seguono Emilia-Romagna (56%), Lazio (46%) e Campania (41%).
Accanto ai numeri, il documento evidenzia criticità nel reclutamento. Rossana Bubbico, Head of Think Tank Health & Life Science di TEHA, sottolinea che un centro oncologico su dieci non riesce ad arruolare pazienti, il 40% non raggiunge gli obiettivi iniziali e circa la metà dei partecipanti abbandona lo studio prima della conclusione.
Per aumentare il coinvolgimento dei pazienti, il Working Paper indica l’uso di strumenti digitali come e-recruitment, trial decentralizzati e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di semplificare i processi e migliorare la qualità dei dati.
Paolo Marchetti, Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata, evidenzia la necessità di adattare i modelli di ricerca alla medicina personalizzata, con l’integrazione di dati clinici, biologici e di esperienza del paziente (PROM e PREM) e lo sviluppo di piattaforme prospettiche.
Sul ruolo dei pazienti, Elisabetta Iannelli, Segretario FAVO, richiama la necessità di una partecipazione attiva e informata nei trial clinici, sottolineando l’importanza di una comunicazione chiara anche sugli effetti collaterali.
Ruggero De Maria, Presidente di Alleanza Contro il Cancro, indica come prospettiva l’integrazione di dati clinici, monitoraggio remoto e informazioni ambientali per una rappresentazione dinamica della malattia.
Il documento evidenzia quindi un sistema di ricerca attivo e numericamente rilevante, ma ancora caratterizzato da difficoltà nell’arruolamento e nella partecipazione dei pazienti.