Clinica
Cardiologia
05/03/2026

Tavi transfemorale, la dimissione in giornata è sicura nei pazienti selezionati

I dati dimostrano che, con i giusti criteri di selezione e percorsi clinici strutturati, la dimissione in giornata dopo TAVI transfemorale non aumenta i rischi per il paziente

sala operatoria chirurghi

Dimettere il paziente lo stesso giorno in cui viene eseguita la TAVI è sicuro e fattibile, almeno in una quota selezionata della casistica. È quanto emerge da un'analisi retrospettiva presentata all'EAPCI Summit 2026 da parte del team del James Cook University Hospital di Middlesbrough (UK), che ha valutato i risultati di un protocollo di dimissione in giornata per la sostituzione valvolare aortica transcatetere per via transfemorale elettiva (day-case TAVI).

La TAVI – procedura mininvasiva che prevede l'impianto di una protesi valvolare aortica mediante catetere, nella maggior parte dei casi attraverso l'accesso femorale – ha conosciuto negli anni una progressiva espansione delle indicazioni, passando dai pazienti ad alto rischio chirurgico fino a quelli a rischio intermedio-basso. Parallelamente, i percorsi assistenziali si sono sempre più semplificati, rendendo la dimissione il giorno successivo alla procedura una prassi consolidata in molti centri, tuttavia rimanevano dubbi riguardo la sicurezza della procedura.

L'analisi ha preso in esame 790 pazienti sottoposti a TAVI transfemorale elettiva tra giugno 2018 e dicembre 2024. Di questi, 279 (35,3%) sono stati giudicati potenzialmente eleggibili alla dimissione in giornata già alla visita di pre-valutazione. I criteri di inclusione comprendevano: assenza di vasculopatia periferica significativa, ritmo cardiaco basale nella norma o presenza di pacemaker preesistente, e disponibilità di un caregiver per la prima notte a domicilio. Erano invece esclusi i pazienti con fragilità severa, deficit cognitivo, necessità prescrittive complesse o instabilità clinica.

Dei 279 eleggibili, 160 (57,3%) hanno effettivamente completato la dimissione in giornata. Le principali cause di mancata dimissione sono state le alterazioni della conduzione cardiaca (67,2%) e le complicanze vascolari (10,9%).

Il confronto degli esiti a 30 giorni tra il gruppo dimesso in giornata e quello trattenuto almeno una notte non ha mostrato differenze statisticamente significative: la mortalità è risultata dell'1,8% nel gruppo same-day versus 0,8% nel gruppo non same-day, mentre il tasso di reospedalizzazione è stato del 4,4% contro il 9,2%. Nonostante le differenze percentuali rilevate in nessuno dei due casi il confronto ha fra i due campioni ha raggiunto la significatività statistica.

“Con un'accurata selezione dei pazienti, abbiamo dimostrato che circa 1 paziente su 5 può essere dimesso in sicurezza in giornata dopo una TAVI transfemorale elettiva”, ha commentato il dott. Krishnarpan Chatterjee, primo autore dello studio. “Questo approccio è vantaggioso per i pazienti, poichè riduce il rischio di complicanze legate alla degenza ospedaliera come infezioni o delirium, oltre a consentire un uso più efficiente delle risorse sanitarie. Sono tuttavia necessari ulteriori studi per consolidare questi risultati”.

Il messaggio clinico è chiaro: la TAVI in day-case con dimissione in giornata non è per tutti, ma, con un’attenta selezione attraverso criteri strutturati ed adeguarti e con un adeguato supporto domiciliare, rappresenta un'opzione efficace e sicura, con potenziali benefici sia clinici che organizzativi.


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