L’emergenza sanitaria globale ha profondamente alterato i percorsi diagnostici e terapeutici in oncologia, ma fino a oggi mancava una valutazione sistematica delle conseguenze sulla sopravvivenza a breve termine. Questo studio di coorte, basato sui dati di alta qualità del database SEER-21, analizza per la prima volta l’andamento della sopravvivenza specifica per causa a un anno nei pazienti con diagnosi di tumore durante il 2020 e il 2021, confrontandolo con il quinquennio pre-pandemico 2015-2019.
La ricerca ha incluso individui con diagnosi di tumore invasivo registrati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2021, con analisi condotte nel maggio 2025. L’esposizione considerata è stata la pandemia da COVID-19, valutandone l’impatto sui tassi di sopravvivenza a un anno stratificati per stadio alla diagnosi. Sono state inoltre effettuate analisi specifiche per sede tumorale, concentrandosi sui tumori a bassa sopravvivenza (sopravvivenza relativa a 5 anni <33%) e su quelli ad alta incidenza e alta sopravvivenza (incidenza >20 per 100 000 e sopravvivenza relativa a 5 anni ≥66%).
Nel biennio pandemico sono stati diagnosticati 1 008 012 nuovi casi di tumore: 473 781 nel 2020 e 534 231 nel 2021. In entrambi gli anni, circa metà dei pazienti era di sesso femminile e oltre il 51% aveva almeno 65 anni. La distribuzione etnica mostrava una prevalenza di pazienti bianchi, seguiti da ispanici, neri e altre etnie. Rispetto ai trend pre-pandemici, si sono osservate riduzioni significative dei tassi di sopravvivenza a un anno sia per le diagnosi in stadio precoce sia per quelle in stadio avanzato. Nel 2020 la sopravvivenza è diminuita di 0,44 punti percentuali per gli stadi iniziali e di 1,34 punti percentuali per quelli avanzati; nel 2021 le riduzioni sono state rispettivamente di 0,27 e 1,20 punti percentuali. Questi decrementi si traducono in un eccesso stimato di 17 390 decessi correlati al cancro entro un anno dalla diagnosi, pari al 13,1% in più rispetto alle attese.
Le riduzioni più marcate, superiori a un punto percentuale per le diagnosi in stadio avanzato, hanno riguardato individui appartenenti a gruppi etnici non ispanici diversi da bianchi e neri — tra cui nativi americani, abitanti dell’Alaska, asiatici, isolani del Pacifico e persone con etnia non specificata — oltre ai pazienti di età pari o superiore a 65 anni. Le analisi per sede tumorale hanno evidenziato cali significativi della sopravvivenza in entrambi gli anni per i tumori esofagei in stadio precoce (−3,89 e −3,67 punti percentuali), per i tumori colorettali in stadio precoce (−1,08 e −0,78 punti percentuali) e per i tumori prostatici in stadio avanzato (−0,64 e −0,77 punti percentuali).
Nel complesso, lo studio documenta un peggioramento della sopravvivenza a breve termine nei pazienti oncologici diagnosticati durante i primi due anni della pandemia rispetto al periodo 2015-2019. I risultati suggeriscono che le interruzioni nei percorsi di cura, i ritardi diagnostici e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari abbiano prodotto un impatto sostanziale e misurabile sulla mortalità oncologica a un anno, delineando una delle conseguenze meno visibili ma più rilevanti dell’emergenza COVID-19.
JAMA Oncol. 2026 Feb 5:e256332. doi: 10.1001/jamaoncol.2025.6332. Epub ahead of print.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41642595/