Gli antibiotici salvavita che potrebbero trattare infezioni gravi in neonati e bambini non sono accessibili a causa della mancanza di dati su sicurezza e dosaggio. È quanto emerge da due ampie revisioni, pubblicate su The Lancet Regional Health, che hanno rilevato come le barriere che i bambini incontrano nell'accesso ad antibiotici considerati prioritarie dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ostacolino il trattamento alle infezioni resistenti agli antibiotici.
L'antimicrobico-resistenza (AMR) è un problema di salute pubblica in crescita, che causa 1,27 milioni di decessi a livello globale ogni anno, inclusi 250.000 bambini sotto i cinque anni di età. L'aumento dell'AMR sta rendendo intrattabili le infezioni comuni, incrementando malattie gravi, disabilità e morte e minaccia l’uso e lo sviluppo di antibiotici e efficaci. Per affrontare questa sfida, c’è bisogno di un'azione coordinata che migliori i sistemi di sorveglianza, sostenga più trial clinici che coinvolgano i bambini, rimuova le restrizioni all'autorizzazione e potenzi le infrastrutture di laboratorio e le competenze tecniche.
I risultati, basati su dati provenienti da Australia, Nuova Zelanda e nelle isole del Pacifico, hanno rilevato che dei 12 antibiotici raccomandati per gravi sanguingne causate da batteri Gram-negativi, solo sei erano autorizzati nei bambini di età inferiore ai 12 anni e appena tre nei neonati. I dosaggi antibiotici standard risultavano inoltre spesso troppo bassi per i bambini sotto i 12 anni.
"La nostra revisione ha rilevato opzioni terapeutiche limitate per i bambini che hanno malattie potenzialmente letali causate da MRSA (infezione da stafilococco resistente ai farmaci) e infezioni da VRE (causate da batteri nell'intestino), specialmente nelle isole del Pacifico", afferma Amanda Gwee, tra le autrici dello studio.
La ricerca evidenzia inoltre significative lacune in termini di equità e accesso al calare del reddito che impediscono un trattamento appropriato per i bambini.
Sebbene sia difficile ottenere un quadro completo della resistenza antimicrobica, questi risultati dovrebbero contribuire ad aiutare i ricercatori ad identificare le priorità ed orientare le ricerche future.
Bisogna infatti definire dati ed evidenze per garantire che i bambini, i più vulnerabili alle infezioni gravi, ricevano dosaggi antibiotici sicuri ed efficaci, supportando al contempo i paesi a basso reddito nel ricevere risorse per rilevare e monitorare meglio l’antibiotico resistenza.