La nutrizione clinica come parte integrante del percorso di cura oncologico è stata al centro dell’incontro “Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione specializzata in oncologia”, svoltosi a Roma, nella Sala degli Atti Parlamentari, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro del 4 febbraio.
Nel corso del confronto, promosso dalla senatrice Licia Ronzulli in collaborazione con la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, è stato ricordato come la malnutrizione interessi fino all’80% dei pazienti oncologici, con effetti negativi sulla tollerabilità delle terapie, sugli esiti clinici e sulla mortalità.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della revisione dell’Italian intersociety working group for nutritional support in cancer patients, secondo cui l’adozione sistematica dei supplementi nutrizionali orali è associata a una riduzione delle complicanze cliniche e a un accorciamento delle degenze ospedaliere, con potenziali benefici anche in termini di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
“Le evidenze disponibili dimostrano che un supporto nutrizionale personalizzato nei pazienti oncologici ospedalizzati è associato a benefici clinici ben documentati, tra cui il miglioramento della qualità di vita e una riduzione significativa della mortalità a 30 giorni”, ha spiegato Riccardo Caccialanza, direttore della Uoc Dietetica e Nutrizione clinica dell’Irccs San Matteo di Pavia. Pur non rappresentando una terapia antitumorale, la nutrizione clinica è stata indicata come fattore determinante per consentire alle terapie innovative di essere meglio tollerate ed efficaci.
Dal punto di vista organizzativo, è stato ricordato come la Legge di Bilancio 2026 abbia introdotto l’obbligo di screening nutrizionale nei programmi sanitari nazionali. Resta tuttavia aperto il tema della frammentazione regionale nell’accesso ai presidi nutrizionali e della mancata inclusione strutturale dei supplementi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
“Investire nei supplementi nutrizionali orali è un atto fondamentale”, ha affermato Francesco De Lorenzo, presidente Favo, sottolineando come l’accesso a questi prodotti sia ancora disomogeneo sul territorio nazionale. Sul tema è intervenuta anche Manuela Borella, vicepresidente nutrizione specializzata di Danone Italia e Grecia, ricordando che l’Italia è tra i Paesi europei che non prevedono il rimborso dei supplementi nutrizionali orali.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche esempi di best practice regionali, come l’esperienza della Lombardia, dove dal 2022 è attivo un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale dedicato alla nutrizione clinica in oncologia. Per Ministero della Salute, attraverso l’intervento di Ugo Della Marta, la diffusione di modelli organizzativi omogenei rappresenta un passaggio necessario per garantire equità di accesso alle cure.