L’adozione di regimi alimentari vegetariani è in costante crescita tra i giovani adulti, spinta da motivazioni etiche, ambientali e salutistiche. In questo contesto si inserisce uno studio condotto su un’ampia coorte di giovani donne slovacche, con l’obiettivo di valutare l’associazione tra adesione a una dieta vegetariana e alcuni parametri di composizione corporea ottenuti tramite bioimpedenziometria.
L’indagine ha coinvolto 647 partecipanti, perlopiù studentesse universitarie, di cui 66 vegetariane con un’età media di 22,02 ± 2,74 anni e 581 onnivore con un’età media di 21,13 ± 2,20 anni. La composizione corporea è stata misurata mediante analizzatore bioimpedenziometrico InBody 770, mentre le informazioni sulle abitudini alimentari sono state raccolte attraverso una versione modificata del questionario WHO STEPS 2014.
I risultati hanno evidenziato differenze significative tra i due gruppi. Le donne vegetariane presentavano valori di angolari di fase (PhA) inferiori rispetto alle onnivore (5,06 ± 0,45 contro 5,23 ± 0,48; p = 0,004), un indicatore comunemente interpretato come espressione della funzionalità cellulare e dell’integrità delle membrane. Parallelamente, il rapporto tra acqua extracellulare e acqua corporea totale (ECW/TBW) risultava più elevato nelle vegetariane (0,382 ± 0,004 contro 0,380 ± 0,005; p = 0,026), suggerendo una diversa distribuzione dei fluidi corporei.
L’analisi multivariata, aggiustata per fumo, attività fisica, indice di massa corporea e rapporto vita-fianchi, ha confermato l’associazione indipendente tra dieta vegetariana, valori più bassi di PhA (β = −0.094; p = 0.011) e rapporto ECW/TBW più elevato (β = 0.085; p = 0.028). Non sono emerse associazioni indirette significative mediate da fumo o attività fisica.
Nel complesso, lo studio indica che, nelle giovani donne slovacche, l’adesione a un regime vegetariano si associa a differenze misurabili negli indicatori bioimpedenziometrici di integrità cellulare e distribuzione dei fluidi corporei. Pur non consentendo inferenze causali, questi dati sollevano interrogativi rilevanti sul possibile impatto delle scelte alimentari sulla fisiologia cellulare e sulla composizione corporea, aprendo la strada a ulteriori approfondimenti clinici e nutrizionali.
Nutrients 2026, 18(2), 202; https://doi.org/10.3390/nu18020202