Il cambio di stagione è associato a sintomi di stanchezza e alterazioni dell’umore per una quota rilevante della popolazione italiana. Secondo un’indagine realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, il 77% degli intervistati riferisce un impatto sul benessere fisico e mentale, con manifestazioni che includono soprattutto stanchezza fisica (60%) e affaticamento mentale (40%).
Tra i disturbi segnalati figurano anche sonnolenza (29%), cefalea (25%), irritabilità (23%) e difficoltà del sonno (24%), mentre circa la metà del campione (49%) riferisce variazioni dell’umore, spesso associate a ansia o calo di energia.
In questo contesto, il ricorso agli integratori alimentari risulta diffuso: il 75% degli italiani dichiara di utilizzarli durante i cambi di stagione. Le categorie più frequenti sono multivitaminici e multiminerali (45%) e vitamine (38%), seguiti da prodotti per il supporto delle difese immunitarie (24%), per lo stress (23%) e per il sonno (22%).
I dati riflettono una percezione diffusa del cosiddetto “stress da cambio di stagione”, in particolare nel passaggio dall’inverno alla primavera, indicato come il momento più critico dal 29,5% degli intervistati.
Nel contesto clinico, il ricorso agli integratori richiede una valutazione appropriata. L’utilizzo non mirato, in assenza di carenze documentate o specifiche indicazioni, può non apportare benefici significativi e deve essere inserito all’interno di uno stile di vita complessivamente adeguato, che includa alimentazione equilibrata, attività fisica e regolarità del sonno.