Che un prodotto sia di origine naturale non significa che possa essere assunto senza valutazioni cliniche. È il messaggio lanciato dalla Società italiana di tossicologia (Sitox) nel corso del 23° Congresso nazionale, dove gli esperti hanno richiamato l'attenzione sui possibili rischi associati all'uso di integratori alimentari, estratti vegetali e botanicals.
Secondo i tossicologi, questi prodotti sono spesso percepiti come innocui dai consumatori, ma possono contenere sostanze biologicamente attive, presentare contaminanti o interagire con farmaci e terapie concomitanti. Per questo motivo la loro sicurezza non può essere data per scontata e richiede una valutazione basata su evidenze scientifiche.
Nel corso di una sessione dedicata alla sicurezza delle sostanze botaniche, gli esperti hanno evidenziato come la valutazione del rischio debba considerare diversi aspetti, tra cui la composizione chimica del prodotto, il dosaggio, la qualità delle materie prime, le possibili interazioni farmacologiche e le caratteristiche del paziente.
Particolare attenzione è stata posta ai soggetti più vulnerabili, come anziani, donne in gravidanza, pazienti con patologie croniche e persone in trattamento farmacologico. In questi gruppi le interazioni tra integratori e farmaci possono rappresentare un elemento clinicamente rilevante.
«La valutazione della sicurezza deve partire da una conoscenza precisa di ciò che il prodotto contiene», ha affermato Corrado Galli, past president della Sitox. «Senza una corretta caratterizzazione chimica e senza strumenti adeguati per valutare tossicità, genotossicità e interazioni, il consumatore rischia di essere esposto a sostanze di cui non conosce davvero il profilo di rischio».
La Sitox sottolinea inoltre l'importanza delle cosiddette New Approach Methodologies (NAMs), approcci che integrano modelli computazionali, strumenti predittivi e metodi alternativi per migliorare la valutazione della sicurezza delle sostanze botaniche.
«Le NAMs rappresentano un'opportunità importante perché permettono di combinare dati chimici, biologici e computazionali ottenendo valutazioni più rapide e predittive», ha spiegato Marina Marinovich, membro della Sitox.
Secondo la società scientifica, l'obiettivo non è scoraggiare l'utilizzo di integratori o prodotti naturali, ma promuoverne un impiego consapevole e basato su una corretta informazione, sia per i cittadini sia per gli operatori sanitari.