Negli ultimi trent’anni i tumori a insorgenza precoce – diagnosticati prima dei 50 anni – hanno registrato un aumento del 79,1% dei casi a livello globale e del 27,7% della mortalità. È quanto emerge da un’analisi pubblicata su ESMO Open a firma di Fabrice André e colleghi dell’Institut Gustave Roussy di Parigi, che definisce il fenomeno una nuova priorità di salute pubblica.
Nel 2022, secondo i dati GLOBOCAN, sono stati stimati 1,25 milioni di nuovi casi e 351.000 decessi tra i 20 e i 40 anni. Le proiezioni al 2050 indicano un ulteriore aumento di circa +13% di incidenza e mortalità. Oggi il cancro rappresenta la prima causa di morte tra i giovani adulti nei Paesi a medio-alto reddito, superando le malattie cardiovascolari.
Le sedi più coinvolte riguardano in prevalenza:
• Apparato digerente (colon-retto, pancreas, fegato, stomaco, vie biliari);
• Ginecologici e tiroidei (mammella, endometrio, cervice, tiroide);
• Urogenitali (testicolo, rene, prostata);
• Testa e collo e sistema nervoso centrale.
L’aumento è particolarmente marcato nelle donne sotto i 50 anni, in cui l’incidenza è cresciuta del 20%, con carcinoma mammario e tiroideo che insieme rappresentano quasi la metà dei nuovi casi. Negli uomini si registra una lieve riduzione complessiva, ma crescono i tumori del colon-retto, testicolo, rene e leucemia.
Tra i fattori di rischio ipotizzati figurano obesità e sindrome metabolica, uso precoce di antibiotici, alterazioni del microbioma, esposizione a inquinanti ambientali e interferenti endocrini, nonché stili di vita sedentari e irregolari. Gli autori evidenziano inoltre il fenomeno del “biological accelerated aging”, ossia un invecchiamento biologico anticipato associato a un rischio maggiore di neoplasie polmonari, gastrointestinali e uterine in chi è nato dopo il 1965.
Secondo gli studiosi, l’aumento dei tumori nei giovani non può essere spiegato solo da un miglioramento diagnostico, poiché riguarda anche neoplasie non coperte da programmi di screening. L’assenza di protocolli di prevenzione e diagnosi precoce mirati a questa fascia d’età contribuisce a diagnosi tardive e prognosi più sfavorevoli.
Il gruppo del Gustave Roussy ha avviato il programma POWER (Precision Oncology for the Wellness, trEatment, and Research) per approfondire i meccanismi biologici e ambientali dei tumori precoci sotto i 40 anni. Il tema è stato inserito tra le “Cancer Grand Challenges” del consorzio NIH / Cancer Research UK, che lo ha riconosciuto come una priorità di ricerca internazionale.