Un importante studio internazionale ha documentato per la prima volta in modo sistematico gli effetti genetici della chemioterapia su tessuti sani, evidenziando mutazioni somatiche e invecchiamento precoce del sangue in pazienti trattati con farmaci antitumorali.
Nei paesi sviluppati, si stima che circa il 10% della popolazione abbia ricevuto trattamenti chemioterapici per cancro e altre malattie nel corso della propria vita.
La chemioterapia può avere effetti collaterali a lungo termine sui tessuti sani non tumorali ed è associata a un aumento del rischio di tumori secondari. Tuttavia, la comprensione dei meccanismi biologici alla base di questi effetti collaterali è limitata.
Pubblicato su Nature Genetics, il lavoro ha coinvolto 23 pazienti dai 3 agli 80 anni, trattati con una combinazione di 21 farmaci chemioterapici appartenenti a tutte le principali classi (alchilanti, platinoidi, antimetaboliti), confrontati con 9 soggetti sani mai sottoposti a chemio.§
Il lavoro è stato condotto dal Wellcome Sanger Institute, University of Cambridge e CUH, nell’ambito del consorzio internazionale Cancer Grand Challenges – Mutographs. I ricercatori hanno scelto di studiare il sangue per la facilità di campionamento e la consistenza delle mutazioni tra individui sani.
Ad esempio, un bambino di tre anni trattato per neuroblastoma presentava più mutazioni nel sangue rispetto a un ottantenne mai sottoposto a chemioterapia. Inoltre, sono state identificate quattro nuove firme mutazionali associate specificamente a chemioterapici.
Interessanti anche le osservazioni sull’impatto della chemio sulle cellule staminali ematopoietiche, con una riduzione precoce della diversità clonale e potenziale aumento del rischio di tumori secondari.
Alcuni agenti al platino, come cisplatino e carboplatino, causano un elevato numero di mutazioni, a differenza di oxaliplatino.
Il Dr Emily Mitchell, primo autore della ricerca, ha dichiarato “Abbiamo preso per la prima volta una visione sistematica degli effetti genetici della chemioterapia sui tessuti sani. Alcuni trattamenti causano mutazioni e invecchiamento precoce. Questo studio apre la strada a nuove ricerche su altri tessuti.”
Queste informazioni potrebbero aiutare a scegliere farmaci meno dannosi per i bambini e a monitorare i loro effetti a lungo termine.
“Questa ricerca ci ha aiutato a comprendere meglio come alcuni farmaci chemioterapici possano influenzare sia le cellule sane che quelle tumorali. Sebbene molti tumori possano ora essere trattati con terapie di precisione, la chemioterapia rimane un metodo fondamentale per trattare alcuni tumori e salva molte vite ogni anno, quindi è fondamentale che i pazienti continuino con il trattamento raccomandato dal proprio medico. Allo stesso tempo, studi come questo sono fondamentali per aiutare gli scienziati a migliorare i trattamenti contro il cancro in futuro, rendendoli non solo più efficaci, ma anche più sicuri” ha concluso David Scott, Direttore di Cancer Grand Challenges.