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Tumori
03/06/2025

Tumore al polmone ALK-positivo, approvata la prima terapia adiuvante a bersaglio molecolare

L’inibitore di Alk, sviluppato da Roche, ha ottenuto la rimborsabilità da parte di Aifa, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 maggio

tumore conf

È ora disponibile in Italia la prima terapia a bersaglio molecolare approvata come trattamento adiuvante per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo in stadio precoce ad alto rischio di recidiva, dopo resezione chirurgica completa. L’inibitore di ALK, sviluppato da Roche, ha ottenuto la rimborsabilità da parte di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 maggio.

L’approvazione si basa sui risultati dello studio di fase III ALINA, che ha dimostrato che il trattamento con alectinib è in grado di ridurre il rischio di recidiva o morte del 76% rispetto alla chemioterapia a base di platino nei pazienti in stadio IB-IIIA (secondo la 7ª edizione TNM). Lo studio ha inoltre evidenziato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da malattia a livello del sistema nervoso centrale (CNS-DFS), confermando la capacità del farmaco di prevenire anche le metastasi cerebrali.

Secondo Filippo de Marinis, Presidente AIOT e Direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell’IRCCS Istituto Europeo di Oncologia di Milano: “Il tumore al polmone non a piccole cellule ALK-positivo in stadio iniziale è una forma rara, che colpisce tipicamente pazienti più giovani e non fumatori. Proprio per la sua specificità, richiede un approccio mirato e personalizzato. I risultati dello studio ALINA hanno dimostrato l’efficacia superiore di alectinib nel ridurre il rischio di recidiva di malattia rispetto alla chemioterapia standard, con un profilo di tollerabilità favorevole. Queste evidenze offrono una nuova opportunità terapeutica per i pazienti in fase precoce di malattia ALK traslocata.”

Nel contesto clinico attuale, circa la metà dei pazienti con tumore polmonare in stadio iniziale manifesta una recidiva dopo l’intervento chirurgico. La disponibilità di terapie adiuvanti mirate rappresenta un cambiamento significativo. Silvia Novello, Professoressa ordinaria di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino e Presidente WALCE Onlus, afferma:

“Nei pazienti con tumore al polmone ALK-positivo in stadio iniziale, l’introduzione della medicina di precisione è una vera rivoluzione. Sappiamo che anche negli stadi iniziali, pur essendo la chirurgia radicale il gold standard di cura, la malattia non è guaribile nel 100% dei casi e, quando si ripresenta, per i pazienti è nuovamente un momento difficilissimo da affrontare anche a livello psicologico. Avere pertanto un farmaco nel setting adiuvante in grado di ridurre significativamente le percentuali di recidiva nei pazienti ALK positivi sottoposti ad intervento chirurgico è un vero cambiamento nello scenario dell’oncologia toracica.”

Luisa Righi, Professoressa associata di Anatomia Patologica presso l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Oncologia, sottolinea l’importanza di una diagnosi precoce: “Nel tumore al polmone, i biomarcatori giocano un ruolo centrale perché permettono di identificare precocemente i pazienti che possono beneficiare di terapie mirate, favorendo l’uso del farmaco giusto per ogni paziente come nel caso del tumore ALK positivo. Tuttavia, il ricorso ai test molecolari, in particolare prima dell’intervento chirurgico, non è ancora una prassi consolidata. Colmare i gap esistenti è fondamentale per garantire a tutti i pazienti un trattamento personalizzato e realmente efficace sin dalle fasi iniziali della malattia.”

Francesco Facciolo, Presidente della Società Italiana di Chirurgia Toracica, evidenzia l’importanza della sinergia tra diverse figure professionali: “La gestione del tumore al polmone si basa sempre più su un approccio multidisciplinare, con l’obiettivo di identificare il percorso di diagnosi e cura più appropriato per ogni paziente, fin dalle fasi iniziali. La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche pre o post chirurgia sta rafforzando il bisogno di questa sinergia, ma ci sono ancora margini di miglioramento: è fondamentale ottimizzare il dialogo tra le diverse figure specialistiche, soprattutto tra oncologi e chirurghi, per garantire una presa in carico tempestiva e realmente integrata del paziente.”


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