Si è conclusa a Milano, la decima edizione del Congresso AMIT – Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali, che ha riunito oltre 300 infettivologi, internisti e ricercatori provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei. Un confronto serrato e interattivo che ha messo al centro alcune delle sfide più pressanti dell'infettivologia moderna: l'antibiotico-resistenza, le nuove strategie terapeutiche, l’intelligenza artificiale in sanità e l’approccio integrato One Health.
Tra i temi più dibattuti, le infezioni da batteri multiresistenti, una minaccia crescente soprattutto per i pazienti più fragili. Come emerso dagli interventi, in alcuni casi la mortalità associata può raggiungere il 40%. I relatori hanno discusso soluzioni all’avanguardia, come lo sviluppo di nuovi antibiotici e la riscoperta della terapia con batteriofagi.
Il congresso è stato presieduto dalla Prof.ssa Antonella Castagna, Primario dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, e dal Prof. Marco Tinelli, infettivologo e membro del Consiglio Nazionale della SIMIT, oltre che consulente del Ministero della Salute.
“La decima edizione di AMIT ha riunito clinici e ricercatori di ogni livello e provenienza, in un confronto ricco e multidisciplinare – ha spiegato la Prof.ssa Castagna – L’innovazione è stata il filo conduttore, declinata in chiave tecnologica, diagnostica, terapeutica e preventiva. Abbiamo affrontato anche gli scenari meno esplorati e le necessità delle popolazioni più difficili da raggiungere, con uno sguardo rivolto al futuro dell’infettivologia”.
Tra gli argomenti più innovativi discussi, le terapie “long acting” per HIV e infezioni virali croniche, i nuovi antibiotici di riserva, gli antivirali di ultima generazione e la crescente attenzione all’intelligenza artificiale come supporto nei percorsi diagnostico-terapeutici.
“I nuovi antibiotici ‘reserve’ – ha sottolineato il Prof. Tinelli – hanno già dimostrato di ridurre significativamente la mortalità, passando dal 44% a una fascia compresa tra l’8% e il 15%. Tuttavia, il loro uso va gestito con estrema cautela, a causa degli elevati costi e del rischio di indurre nuove resistenze”.
Grande interesse ha suscitato anche il ritorno della terapia con fagi, particelle virali in grado di attaccare selettivamente i batteri patogeni, senza danneggiare le cellule umane. Già utilizzata con successo in Belgio, negli Stati Uniti e in alcuni casi in Italia (soprattutto nelle infezioni osteoarticolari), la fagoterapia è stata recentemente presa in esame anche dall’EMA come possibile opzione farmacologica.
Il congresso ha inoltre evidenziato l’importanza dell’approccio One Health, che integra salute umana, salute animale e salvaguardia ambientale. Si è parlato delle misure legislative adottate per ridurre l’uso di antibiotici negli allevamenti e del loro impatto positivo nel ridurre il rischio di infezioni zoonotiche.
“La strategia One Health – ha dichiarato ancora Tinelli – è oggi al centro dell’azione dei Ministeri della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura. Agire sul corretto utilizzo e smaltimento degli antibiotici significa proteggere non solo l’uomo, ma anche gli ecosistemi in cui vive”.