Tracciare la roadmap dei prossimi anni sul diabete, l’obiettivo del 30° Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia (SID). Dal 23 al 26 ottobre 2024 a Rimini, “Prevedere per progettare” è la tematica trasversale che farà da filo conduttore dell’incontro. Ma non è possibile prevedere e progettare senza una forte innovazione tecnologica, quella che nei prossimi anni sarà un ausilio di fondamentale importanza non solo nell’assistenza alla persona con diabete ma anche per l’organizzazione della ricerca. Clinici, ricercatori, operatori sanitari e specialisti del settore, puntano i riflettori su una malattia che in Italia colpisce, più di 3 milioni e mezzo di adulti e in Europa quasi 60 milioni di persone (Dati Istat). Si prevede, peraltro, che entro il 2030 nel mondo i malati di diabete saranno 640 milioni divisi tra tra popolazione con diabete di tipo 2, detto anche diabete dell’adulto, il più frequente e con il 90% dei casi. L’altro 10% riguarda il diabete di tipo 1, detto anche giovanile o insulino-dipendente.
La diabetologia in poco tempo ha visto un’evoluzione vorticosa sia delle conoscenze della patologia che delle innovazioni tecnologiche e terapeutiche. Sullo sfondo inoltre di un sistema sanitario anch’esso in evoluzione.
Il Congresso della SID, che si tiene nell’anniversario del sessantesimo anno dalla fondazione della Società scientifica, affronterà il trattamento del diabete nell’ottica di una medicina partecipativa, predittiva, personalizzata e preventiva. Un vasto programma in cui si parlerà di previsione e di progettazione di soluzioni. Ma anche di organizzazione sanitaria alla luce del PNRR e di come contestualizzare il ruolo del diabetologo nell’ambito del DM 77, soprattutto dei rapporti con gli altri operatori sanitari. La malattia analizzata dagli specialisti attraverso tematiche fondamentali, tra cui l'adozione di tecnologie all'avanguardia, l’intelligenza artificiale e l’analisi dei big data per migliorare l'approccio al diabete rendendolo più intelligente ed efficiente. Un’impostazione che non viene declinata solo nei confronti del paziente ma anche, e soprattutto, del contesto e dei meccanismi sociali che favoriscono la comparsa della patologia e delle sue complicanze, quali l’urbanizzazione, l’inquinamento, la qualità del cibo.
Focus sull’obesità
Grande spazio nel corso dell’evento sarà dato all’obesità con focus specifici sull’importanza della sua relazione interdipendente con il diabete. La prevalenza dell’obesità, peraltro, è in aumento sia nei paesi sviluppati che in quelli via di sviluppo, con tassi che in Europa e in America raggiungono il 10-35% tra gli adulti. Una patologia che è associata a maggiori rischi di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, artrite e alcuni tipi di cancro. Inoltre, influisce significativamente sulla qualità della vita riducendo anche l'aspettativa di vita media.
Secondo gli specialisti la possibilità e il rischio di sviluppare il diabete nei soggetti con obesità e in sovrappeso è tre volte superiore rispetto ad un soggetto normopeso. L’obesità, infatti, rappresenta il più importante fattore di rischio per il diabete di tipo 2, ancor più della predisposizione genetica e dello stile di vita.
Sul tavolo inoltre saranno portati i trattamenti più innovativi già disponibili o di prossima introduzione che potrebbero essere fondamentali per modificare il corso della malattia e, in futuro, molto probabilmente permetterne la remissione.