Il Clostebol al quale il tennista Jannik Sinner è risultato positivo lo scorso aprile e poi scagionato per "assunzione inconsapevole" è uno steroide anabolizzante sintetico derivato dall'ormone maschile testosterone. Tuttavia è anche una sostanza comunemente utilizzata in oftalmologia e soprattutto in dermatologia, per il trattamento delle ferite in modo rapido, ed è quindi possibile che un atleta ne venga a contatto in modo non intenzionale. Quello che è stato rilevato in Sinner è un metabolita del Clostebol, ossia una sostanza che è stata prodotta mentre il Clostebol veniva progressivamente degradato durante il metabolismo.
Il Clostebol, spiega all'Adnkronos Salute il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell'Istituto Mario Negri di Milano, "è un testosteroneico che può aumentare la massa muscolare ma non certo se utilizzato per via cutanea. Se sotto accusa c'è una pomata è più che evidente che l'intenzione dopante non c'è. Per il doping servono dosi e preparazioni diverse. Parliamo di una sostanza utilizzata sicuramente in passato e anche adesso fa parte dei molti i derivati del testosterone utilizzati da sportivi scorretti". Nel doping "per quanto riguarda il testosterone, il problema della via di somministrazione è fondamentale - continua Garattini - perché è quello che determina il successo dell'utilizzo. L'uso per via orale o per via iniettiva può dare effetti. Ma se usato per via cutanea non può determinare granché. La via cutanea non avrebbe alcun senso. In questo quadro l'esito dell'indagine antidoping era scontato", conclude Garattini. Per questa sostanza, come per molte altre utilizzate nel doping, i metaboliti sono la spia del fatto che è stata usata e vengono rilevati anche quando nell'organismo non c'è più traccia della sostanza originaria.
Chiamato anche Clototestosterone, il Clostebol è in grado di aumentare le prestazioni fisiche e da almeno 30 anni è al centro di numerosi casi di doping. In particolare, stimolando la sintesi delle proteine, la sostanza favorisce l'aumento della massa e della forza muscolari e può aiutare a ridurre i tempi necessari ai muscoli per recuperare pienamente dopo un'intensa sessione di allenamento. Permette inoltre di ossigenare i muscoli perché favorisce la produzione di globuli rossi e in questo modo aiuta ad affrontare sforzi prolungati. Questa sostanza è vietata nelle gare sportive non soltanto per i suoi effetti dopanti, ma per gli effetti collaterali che può avere e che possono provocare danni a livello di equilibrio ormonale, al sistema cardiovascolare e alla funzionalità del fegato.