
I provvedimenti per superare la carenza di personale nei Pronto soccorso "sono in linea con le richieste delle aziende sanitarie". Lo afferma il presidente della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giovanni Migliore.
"Avevamo richiesto una legislazione speciale per superare immediatamente la carenza di medici nelle aree di emergenza attraverso l'impiego di tutte le risorse disponibili. Le disposizioni in materia di salute, all'esame del Consiglio dei Ministri, sembra vadano in questa direzione", è il primo commento di
Giovanni Migliore. "Apprezziamo - aggiunge il presidente Fiaso - i provvedimenti che consentono l'immediato incremento dei compensi per i medici di pronto soccorso e la possibilità di assumere con contratto libero-professionale i medici in formazione, così come noi avevamo auspicato. Bene anche le misure finalizzate a limitare il ricorso ai 'gettonisti', compresa l'impossibilità per chi interrompe il rapporto di lavoro con il servizio sanitario nazionale di tornare successivamente sui propri passi". Secondo Migliore, "importante è anche il riconoscimento dell'aggravante specifica in tutti i casi di violenza nei confronti degli operatori sanitari". Le aggressioni nei luoghi di cura "vanno assolutamente fermate. Eliminare la valutazione sulla gravità per la procedibilità d'ufficio del reato è senza dubbio un deterrente", conclude Migliore.
Anche gli igienisti SItI, per voce della Presidente Prof.ssa
Roberta Siliquinivedono con soddisfazione le misure proposte dal Ministero ma invitano "ad un ulteriore sforzo governativo finalizzato a migliorare il servizio offerto in tutte le strutture pubbliche. A tal scopo è necessario affrontare le criticità dell'esternalizzazione dei servizi puntando piuttosto a migliorare le condizioni di lavoro, valorizzare le competenze e incrementare la remunerazione di tutti i dipendenti sanitari, favorendo un aumento di attrattività del servizio pubblico. A ciò bisogna inevitabilmente affiancare un'attenta programmazione anche in merito alle Scuole di Specializzazione, per far sì che il numero di borse bandite rispecchi le reali necessità del Servizio Sanitario Nazionale degli anni a venire" conclude.