feb202012
Dall'American Heart Association (Aha) sono stati rilasciati nel giro di breve tempo due importanti documenti: uno statement sulla sicurezza dell'attività sessuale nei cardiopatici e - stilato congiuntamente ad altre società scientifiche - un update sulle tecniche di rivascolarizzazione coronarica. Nel primo si sostiene, in sostanza, che i pazienti con malattia stabile cardiovascolare possono svolgere senza rischi attività sessuale; infatti, sebbene l'attività sessuale sia associata a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, il tasso assoluto di eventi è minimo in quanto l'esposizione a tale attività è di breve durata. In ogni caso, si precisa, soggetti con diagnosi di malattia cardiovascolare, ma soprattutto postinfartuati, scompensati o reduci da riabilitazione cardiaca, dovrebbero ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari correlate all'attività sessuale. In particolare, i pazienti con grave malattia cardiaca che presentino sintomi quando partecipano a una minima attività fisica o a riposo non dovrebbero essere sessualmente attivi fino a quando i propri sintomi non siano stati stabilizzati mediante un appropriato trattamento. Viene infine specificato che è generalmente sicuro prescrivere farmaci per il trattamento della disfunzione erettile in uomini con malattia cardiovascolare stabile senza angina. I nitrati invece non dovrebbero essere somministrati a pazienti che abbiano assunto da 24-48 ore molecole come sildenafil, vardenafil o tadalafil. L'update sulla rivascolarizzazione coronarica, rispetto alla versione 2009, stabilisce che il by-pass aortocoronarico è appropriato nei pazienti con malattia coronarica che coinvolge due rami, comprendendo l'arteria discendente anteriore prossimale sinistra anteriore e tutte le variazioni dei tre rami e il tronco comune. L'intervento coronarico percutaneo (Pci) viene ora ritenuto appropriato nei pazienti con coronaropatia nei tre vasi solo se il carico di malattia è basso, mentre il suo uso è incerto se il carico di malattia è intermedio o alto. Il valore del Pci è incerto anche nei pazienti con stenosi del tronco comune, sia isolata sia con occlusioni in altre arterie e con basso carico di malattia. Conseguentemente, il Pci è ritenuto inappropriato in soggetti con carico intermedio o alto di malattia e occlusioni nel tronco comune.Circulation, 2012 Jan 19. [Epub ahead of print]