La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato il 20 ottobre 2026 bepirovirsen, commercializzato come Hibsago da GSK, per il trattamento dell'epatite B cronica in associazione alla terapia antivirale esistente. È il primo oligonucleotide antisenso autorizzato negli Stati Uniti per questa infezione. Nei due studi clinici che hanno sostenuto l'approvazione, il 19% dei pazienti trattati ha raggiunto una condizione di guarigione funzionale, con controllo virologico mantenuto dopo la sospensione delle terapie.
L'indicazione riguarda adulti senza cirrosi, già sottoposti a trattamento antivirale da almeno sei mesi, con livelli soppressi di DNA del virus dell'epatite B (HBV) e concentrazioni dell'antigene di superficie HBsAg non superiori a 3.000 UI/mL. La selezione dei pazienti richiede un test autorizzato dalla FDA.
Bepirovirsen agisce sulle informazioni genetiche utilizzate dal virus per produrre nuove copie e proteine virali. Il trattamento viene somministrato mediante iniezione sottocutanea per un massimo di 24 settimane, in aggiunta alla terapia antivirale già in corso. Quest'ultima deve proseguire per almeno 24 settimane dopo l'ultima somministrazione di bepirovirsen. La sospensione successiva è possibile soltanto nei pazienti che soddisfano specifici criteri clinici e di laboratorio.
L'approvazione si basa sui risultati degli studi di fase 3 B-Well 1 e B-Well 2, randomizzati e controllati con placebo, che hanno coinvolto complessivamente 1.838 adulti. Il 24% dei pazienti trattati con bepirovirsen ha soddisfatto i criteri per interrompere la terapia antivirale preesistente, rispetto a nessuno nel gruppo placebo.
A 24 settimane dalla sospensione di tutti i trattamenti, il 19% dei pazienti trattati con bepirovirsen presentava ancora DNA virale non rilevabile secondo i criteri dello studio e perdita dell'HBsAg. Nessun paziente trattato con placebo ha raggiunto questo risultato. La risposta viene definita guarigione funzionale, ma non equivale all'eradicazione completa del virus.
Il profilo di sicurezza richiede particolare attenzione. Il farmaco presenta un'avvertenza rafforzata per il rischio di gravi reazioni epatiche e riduzione delle piastrine, con possibili complicanze emorragiche. Sono inoltre segnalati rischi di peggioramento della funzionalità renale e reazioni infiammatorie gravi, tra cui vasculite. La FDA raccomanda controlli ematici regolari e monitoraggio clinico durante il trattamento.
Tra gli eventi avversi più comuni figurano reazioni nel sito di iniezione, febbre, affaticamento e cefalea.
Contestualmente all'approvazione, la FDA ha autorizzato il test Roche Elecsys HBsAg II quant II RxDx come diagnostico associato, per contribuire alla selezione e al monitoraggio dei pazienti.
L'autorizzazione riguarda attualmente il mercato statunitense. Per l'Europa, bepirovirsen è oggetto di un percorso regolatorio distinto e l'approvazione della FDA non ne determina automaticamente la disponibilità in Italia.