Una dieta a basso o bassissimo contenuto di carboidrati potrebbe migliorare il controllo glicemico nei bambini e negli adolescenti con diabete di tipo 1 senza aumentare il rischio di complicanze acute né compromettere la crescita. È quanto emerge dal più ampio studio osservazionale condotto finora sul tema, presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD).
I ricercatori hanno analizzato 25 anni di dati provenienti da un registro prospettico che ha coinvolto 45.569 pazienti tra 1 e 17 anni con diabete di tipo 1. In base all'apporto di carboidrati, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi: dieta molto povera di carboidrati (meno del 10% delle calorie totali), dieta a basso contenuto di carboidrati (10-26%) e dieta standard (oltre il 26%).
Nel corso del follow-up, sono stati monitorati crescita, peso corporeo, controllo glicemico, fabbisogno insulinico e incidenza di ipoglicemia grave e chetoacidosi diabetica. L'analisi non ha evidenziato alcun segnale di rischio per la crescita né un aumento delle principali complicanze metaboliche acute nei bambini che seguivano una dieta povera o molto povera di carboidrati.
Al contrario, un minore apporto di carboidrati è risultato associato a un migliore andamento dell'indice di massa corporea, a livelli più bassi di emoglobina glicata (HbA1c) e a una riduzione del fabbisogno di insulina basale. Anche l'IDAA1c, un parametro che combina il controllo glicemico con la dose di insulina necessaria, è risultato più favorevole nei gruppi a ridotto contenuto di carboidrati, suggerendo che il miglioramento metabolico non dipenda semplicemente da un aumento della terapia insulinica.
Secondo gli autori, questi risultati indicano che la riduzione dei carboidrati può migliorare il controllo della glicemia e diminuire il fabbisogno di insulina senza influire negativamente sulla crescita o aumentare il rischio di complicanze acute. Tuttavia, trattandosi di uno studio osservazionale, saranno necessari ulteriori studi prospettici e controllati per confermare i benefici e definire quale sia il livello ottimale di assunzione di carboidrati in età pediatrica.