Il TAR Molise ha accolto parzialmente il ricorso della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) e degli Ordini di Campobasso e Isernia contro i provvedimenti regionali sull'esercizio temporaneo delle professioni sanitarie con titoli conseguiti all'estero e non ancora riconosciuti dal Ministero della Salute. Con la sentenza n. 420/2026, pubblicata il 14 ottobre, i giudici hanno stabilito che le procedure in deroga devono comunque prevedere verifiche sostanziali delle competenze professionali.
La decisione riguarda gli effetti della proroga dal 31 dicembre 2027 al 31 dicembre 2029. Il Tribunale ha annullato parzialmente gli atti impugnati, rilevando che la Regione Molise non aveva definito i contenuti minimi e le modalità delle verifiche sulla congruità dei percorsi formativi, previste inoltre come eventuali anziché obbligatorie.
Secondo il TAR, la normativa nazionale consente di semplificare le procedure di riconoscimento dei titoli esteri per fronteggiare la carenza di personale sanitario, ma non di rinunciare all'accertamento della preparazione professionale.
I giudici hanno osservato che gli avvisi dell'Azienda sanitaria regionale del Molise (ASREM) prevedevano l'acquisizione dei documenti e la valutazione dei titoli per la formazione delle graduatorie, senza disciplinare adeguatamente la verifica sostanziale delle competenze.
«La Regione Molise ha introdotto una disciplina alternativa a quella dettata dal legislatore nazionale, che oblitera in concreto la verifica sostanziale delle competenze dei professionisti con qualifiche conseguite all'estero», si legge nella sentenza.
L'amministrazione regionale dovrà quindi colmare le lacune individuate dal Tribunale per consentire adeguate verifiche dei percorsi formativi nel periodo interessato dalla proroga.
La pronuncia non riguarda invece l'assetto amministrativo già consolidato per l'esercizio temporaneo delle professioni sanitarie fino al 31 dicembre 2027.
«La verifica sostanziale della preparazione di chi è chiamato a curare i cittadini è una garanzia irrinunciabile», afferma Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, commentando la decisione.
«Si possono semplificare le procedure per consentire ai medici con titoli conseguiti all'estero di lavorare nel nostro Servizio sanitario nazionale, ma occorre accertare concretamente la loro formazione e le loro competenze», aggiunge Anelli.
Il TAR ha inoltre riconosciuto la legittimazione della Federazione e degli Ordini ricorrenti ad agire a tutela del corretto esercizio della professione medica, respingendo le eccezioni sollevate dalle amministrazioni resistenti.
Secondo Anelli, la carenza di personale richiede risposte strutturali e investimenti, senza rinunciare alle garanzie sulla qualità dell'assistenza.
La FNOMCeO richiama infine la necessità di regole chiare e uniformi sul territorio nazionale per le verifiche delle competenze anche nei percorsi di esercizio temporaneo in deroga.