La Fimmg chiede al Governo di destinare nuove risorse alla medicina generale nella legge di Bilancio 2027, raccogliendo l'indicazione del presidente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato, Franco Zaffini, che ha quantificato in circa 1,3 miliardi di euro annui le risorse necessarie per riportare il finanziamento della categoria almeno alla quota del 2014. Il sindacato indica tre interventi prioritari: finanziamento dell'Accordo collettivo nazionale (ACN), detassazione dei compensi legati agli obiettivi assistenziali e incentivi per l'assunzione di personale negli studi medici.
La posizione è contenuta in una nota, dopo le dichiarazioni di Zaffini in Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP). Il parlamentare ha richiamato il ruolo della medicina generale nell'assistenza territoriale, sottolineando la necessità di rafforzare il personale medico destinato alle Case della Comunità.
Secondo i dati richiamati dalla Fimmg, la quota della medicina generale sulla spesa sanitaria pubblica è passata dal 6,1% del 2014 al 5,2% previsto per il 2026. Nello stesso periodo, la spesa sanitaria complessiva sarebbe cresciuta del 35%, contro il 16% destinato alla medicina generale. Il sindacato segnala inoltre una riduzione di oltre 5.000 medici di famiglia negli ultimi dieci anni.
«Per anni la medicina generale ha garantito la tenuta dell'assistenza territoriale, assorbendo carichi di lavoro crescenti senza un adeguato incremento delle risorse. Ma non si può continuare a chiedere sempre di più a un sistema al quale si riconosce economicamente sempre di meno», dichiara Niccolò Biancalani, segretario generale nazionale della Fimmg.
Il primo intervento riguarda il finanziamento dell'ACN. La Fimmg chiede stanziamenti aggiuntivi e vincolati alla medicina generale, con compensi orari che seguano, dal 2027, la dinamica dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego.
La seconda proposta prevede la detassazione dei compensi variabili collegati al raggiungimento di obiettivi assistenziali, tra cui vaccinazioni, prevenzione, assistenza domiciliare e presa in carico dei pazienti cronici e fragili.
Il terzo punto riguarda il personale degli studi. Il sindacato chiede decontribuzione e incentivi fiscali strutturali per assumere collaboratori amministrativi e operatori sociosanitari, con l'obiettivo di ridurre il carico burocratico dei medici.
«Ogni ora che un medico passa a fare il lavoro di un amministrativo è un'ora sottratta a un paziente», afferma Biancalani.
La Fimmg sollecita quindi Governo e Parlamento a tradurre le indicazioni sul finanziamento della medicina generale in misure concrete nella prossima manovra. Le tre richieste rappresentano proposte sindacali e non misure già approvate.