Un parente pretermesso ha impugnato in sede civile un testamento olografo redatto da un'anziana congiunta, chiedendone l'annullamento per incapacità naturale ex art. 591 c.c.. La pretesa azionata si fondava su un certificato di visita psichiatrica effettuata presso una struttura pubblica soli 11 giorni dopo la sottoscrizione della scheda testamentaria, attestante una condizione di demenza senile cronica con grave disorientamento temporo-spaziale, deficit della memoria a breve termine, confabulazioni e deliri persecutori. L'erede testamentaria beneficiaria ha ricorso in Cassazione per la riforma della sentenza d'appello, adducendo la logica intrinseca del testo e la mancata prova di una patologia specifica idonea a privare la de cuius della capacità di autodeterminarsi al momento esatto della redazione. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, confermando che il riscontro di un decadimento cognitivo cronico in epoca immediatamente successiva fonda la presunzione di incapacità naturale della testatrice. Oneri e rischi probatori inerenti alla dimostrazione di un temporaneo "lucido intervallo" ricadono pertanto interamente sull'erede beneficiario. Avendo la decisione confermato la proposta di definizione accelerata, la ricorrente è stata altresì sanzionata per responsabilità aggravata ed abuso del processo.(Avv.Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
Glossario essenziale
Incapacità naturale (art. 591 c.c.): Stato di fatto in cui un soggetto, pur non essendo formalmente interdetto, versa al momento della redazione del testamento in una condizione di alterazione mentale tale da privarlo della piena capacità di intendere o di volere.
Inversione dell'onere della prova: Deroga al principio generale per cui non spetta a chi impugna l'atto dimostrare l'incapacità nell'esatto momento della firma, bensì a chi sostiene la validità del testamento provare l'esistenza di un temporaneo lucido intervallo.
Abuso del processo (art. 96, commi 3 e 4, c.p.c.): Istituto sanzionatorio pecuniario applicato alla parte che insista nel promuovere la decisione del ricorso nonostante la proposta di definizione accelerata formulata dal giudice relatore, poi confermata dall'ordinanza finale.