Nuove prospettive per i biologici nell’asma grave e nella BPCO, maggiore attenzione alle esposizioni ambientali, applicazioni dell’intelligenza artificiale e una nuova organizzazione territoriale per il trapianto polmonare. Sono alcuni dei temi emersi dal XXVII Congresso Nazionale della Pneumologia della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), concluso il 5 ottobre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. L'evento ha riunito 1.200 partecipanti e relatori, con 56 ore di programma scientifico.
Sul fronte terapeutico, uno dei temi centrali riguarda l’asma grave. L’obiettivo indicato dagli pneumologi non è più soltanto il controllo dei singoli parametri, ma la remissione clinica, intesa come sostanziale assenza dei sintomi e controllo stabile della malattia. Un ampio studio internazionale di prossima pubblicazione su CHEST, basato su dati provenienti da registri di 26 Paesi, indica che un ritardo nell’avvio della terapia biologica è associato a probabilità progressivamente inferiori di raggiungere la remissione. Il momento di inizio del trattamento entra quindi, secondo quanto emerso al Congresso, nella strategia terapeutica insieme alla scelta del farmaco.
Novità anche nella BPCO. Secondo SIP/IRS, i nuovi trattamenti monoclonali sono in grado di ridurre le riacutizzazioni di almeno il 30% e di migliorare il quadro clinico. Nell’asma le prospettive comprendono anche il distanziamento delle dosi e farmaci diretti verso altre componenti dell’infiammazione.
Un secondo fronte riguarda il rapporto tra ambiente e malattie respiratorie. Un documento elaborato da esperti di nove società scientifiche italiane propone di integrare nella valutazione clinica la “storia ambientale” del paziente, considerando luogo di vita e di lavoro ed esposizione a traffico, inquinamento, muffe, fumo passivo e sostanze professionali. Nel documento viene stimato che il 16% dei casi di asma e il 14% di quelli di BPCO negli adulti siano riconducibili a esposizioni professionali.
Spazio anche all’intelligenza artificiale. I modelli di IA potrebbero contribuire a distinguere i pazienti controllabili con la terapia inalatoria da quelli che possono ottenere un beneficio clinicamente significativo dai biologici. Le possibili applicazioni comprendono inoltre monitoraggio, previsione della risposta ai farmaci, diagnosi precoce, diagnostica per immagini e supporto alle decisioni cliniche. SIP/IRS sottolinea che la tecnologia deve rimanere uno strumento di supporto e non sostituire la decisione del medico.
Sul piano organizzativo, dal Congresso è emersa infine la proposta di una rete Hub & Spoke per il trapianto polmonare. In Italia i centri specialistici sono nove e soltanto uno si trova al Sud, a Palermo. Il modello proposto manterrebbe negli Hub le attività diagnostiche e terapeutiche più complesse, affidando alle pneumologie regionali e territoriali parte dei controlli e del follow-up, con l’obiettivo di avvicinare l’assistenza al luogo di vita dei pazienti.